Pubblichiamo queste notizie dall’Argentina dove la crisi sociale sta di nuovo precipitando. Non sono bastate tutte le misure liberiste di questi anni, tutta l’enorme repressione sviluppata contro le lotte in quel paese, non sono bastate le megliaia di assassini di militanti di classe e popolari nella guerra sporca fatta dalle classe subdirigente locale (il vero dirigente organico essendo, com’è noto, posto altrove, un po’ più a Nord di Buenos Aires).

 

Invitiamo tutti a solidarizzare coi compagni e col popolo argentino, a tare in guardia, a mobilitarsi. I compagni argentini ci avvertono di manovre congiunte fatte assieme da forzr armate argentine eed esercito americano in funzione antiterrorista. Si sono simulati scontri con manifestanti reggenti cartelli di protesta (con scritte in arabo!!) I compagni argentini ci dicevano anche di un’enorme base nordamericana in costruzione a sud dell’Argentina verso l’antartico,  una pietra miliare di quella rete globale di oppressione militare che garantisce  permanere del dominio globale imperialista.

 

 

DICEMBRE 2001

Argentina alla fame: assaltati supermercati

 

 

Migliaia di persone, disoccupati, donne e bambini, tentano di fare irruzione nei negozi di alimentari del Paese e chiedono razioni di cibo gratuite. Per sedare la protesta intervengono i poliziotti.

 

 

BUENOS AIRES – L’Argentina ha fame. Nel Paese, in ginocchio per la crisi economica, i  saccheggi di supermercati e centri di grande distribuzione stanno diventando quotidiani. In diverse città migliaia di emarginati (soprattutto donne, bambini e disoccupati) si sono presentati davanti alle vetrate dei supermercati, per chiedere la distribuzione gratuita di viveri. A Rosario, 300 chilometri ad ovest di Buenos Aires, la polizia la interrotto la protesta a colpi di pallottole di gomma, ferendo una ventina di donne. Gli incidenti sono esplosi anche a Mendoza, 1.000 chilometri ad ovest della capitale, dove i  tentativi di assaltare i supermercati sono stati bloccati con pallottole di gomma e gas lacrimogeni. Decine gli arresti. Ma fra i disperati, accusano le autorità, si nascondono anche degli “agitatori”.
A Paranà la protesta di oltre 3.000 persone, che avevano bloccato le entrate di un supermercato, è stata fermata solo dall’annuncio che avrebbero potuto ricevere 1.500 borse colme di cibo.

Mentre la polizia tenta di controllare una situazione sempre più esplosiva, il ministro dell'economia Domingo Cavallo, pur esprimendo comprensione per gli emarginati, dimostra un certo distacco: ''Queste azioni non servono a niente. E' un problema di polizia e non economico''.  Il Fondo monetario internazionale infatti pretende che nel bilancio sia inserita una nuova durissima stangata da 4.000 milioni di dollari: solo così, afferma il Fmi, verranno riaperti i crediti.

(18 DICEMBRE 2001, ORE 07,58)