Padova 11 luglio 2001

Cari compagni del network per i diritti globali,

                                                                abbiamo appena inviato nella lista del gsf il messaggio che sottoriportiamo per quanti non siano iscritti a quella lista. Qui nella lista del network per i diritti globali vogliamo aggiungere qualcosa. Premesso che tutti cerchiamo di portare più gente possibile e Genova, premesso che tutti vediamo che ci sono molte diversità, non possiamo tuttavia non notare che è in corso, nel movimento per Genova, una lotta per l'egemonia e che, in tale lotta, sembra nettamente prevalere l'asse tute bianche-prc. - Abbiamo nel Veneto una buona esperienza di questo tipo di manovre di ricomposizione di ceto politico. La base teorica di questa nuova fase sarebbe lo zapatismo, si va cioè contro la globalizzazione, ma non si deve puntare (come sembrerebbe dire Marcos nella  Linusintervista, alla costruzione di un'internazionale, di un soggetto antagonista, ma ad ottenere cose utili, limitate, positive, da noi subito intese come reddito, salario garantito, posti nelle istituzioni, questa è la "nuova via". Settori ampiamente interni ai verdi e alle problematiche ds adesso perfezionano (anche a seguito del crollo verde) il contatto col prc che attraverso di loro spera di raccordarsi a settori dei ds. Ci sbagliamo?? Chi dovrebbe fare le spese della manovra?? Quei settori di lavoratori  con vecchie idee ( che cioè si mantengono in una visione di antagonismo, di contraddizione etc...). Ampiamente supportati dai media, anzi  ossessivamente supportati dai media di sistema, da megaconcerti e dal ceto politico, questi settori sono stati capaci di una modernizzazione di forme. Dietro la modernizzazione, lo scintillio delle forme di lotta , dietro le maschere, le tute parsifaliane (rutilanti in apparenza) si celano vecchi discorsi riformisti o anche meno. Epperò queste forme rischiano di oscurare, non sappiamo quanto scientemente, la sostanza di classe del 20, quelle forze che da molti anni oscuramente ma con tenacia si battono nei posti di lavoro e che così spariranno dalla scena principale o saranno sovradeterminate da una parte ristretta. Ci sono forti probabilità che non saranno dunque più le piazze tematiche ad apparire sui giornali del 21 e neanche i temi delle piazze tematiche,...Che fare?? La partita è ancora  da giocare., anche se è compromessa, Stupisce un pò la condiscendenza dei settori nonviolenti, ..Genova comunque è una tappa importante e noi che ci saremo terremo gli occhi bene aperti.Non pretendiamo di avere ragione in nulla, quello che chiediamo a tutti e di ben riflettere, perchè il momento è importante, tutti hanno pari dignità e tutti devono pensare. è finita l'epoca della verità in tasca e degli schemi ripetuti all'infinito.

 

questo il messaggio che abbiamo mandato nella lista gsf:
 
 andremo tutti a Genova, tutti quelli che protestano hanno pari dignità. è bene perciò riflettere a fondo su quello che andremo a fare, sul significato politico di quello che faremo. Il dibattito sulla rivoluzione, sulla violenza, sulle forme di lotta è molto importante e formativo.
 
Ma il giorno 20 luglio 2001 a Genova non doveva essere il giorno dei lavoratori contro il g8?? come il 19 era quello dei migranti??  perche fare le azioni di sfondamento  proprio nel giorno dei lavoratori?? Che ne dicono cobas ed rdb?? perchè non farle anche il giorno dopo con la cgil??  Il giorno 20 doveva e deve evidenziare il contenuto di classe della globalizzazione e l'esigenza dell'emergere di un nuovo soggetto, di una rete, di un'unirsi, di un'organizzazione di lavoratori globali. Mettere l'accento sulla forma violenta-non violenta e sul soggetto mediatico (parsifal biancovestiti guidati da angeli e arcangeli) non rischia di oscurare il discorso dei disgraziati che semplicemente scioperano e manifestano?? A volte ci si mette la maschera per fare dei discorsi molto vecchi, socialdemocratici, tipo: c'è la globalizzazione, ma noi non dobbiamo puntare all'internazionale, al rovesciamento del meccanismo che sfrutta e distrugge il mondo. Per carità, noi non disturbiamo il meccanismo fondamentale di accumulazione, chiediamo invece "cose positive", reddito garantito, delle isole più o meno felici, la remissione dei debiti.
 
Ma è realistico tutto questo chiedere salario garantito e misericordia  alle multinazionali e ai loro governi??  Pensiamo davvero che essi che hanno spogliato il mondo di ogni risorsa e di ogni democrazia, adesso potranno ridare al mondo all'Africa, etc risorse e poteri??
 
Si irride a chi parla di rivoluzione, che atteggiamento dovremmo tenere con quelli che  continuano a propinarci per buona la favoletta della giustizia universale tramite tassazione dei profitti finanziari?? Ma siamo del tutto smemorati?? Non ci ricordiamo più il gran parlare di giustizia fiscale fatto solo qualche anno fa qui da noi da Visco e compagni?? E' unn secolo che le socialdemocrazie parlano di giustizia attraverso le tasse. Qual'è stato il loro risultato??
 
Mettetevi l'animo in pace e chi è religioso faccia le debite cerimonie: ogni secolo su per giù, da un mezzo millennio a questa parte, da quando c'è l'economia mondo c'è un sommovimento (chiamato rivoluzione) di disgraziati, vuoi i contadini tedeschi o il popolo inglese, o quello francese, o quello russo. Adesso il popolo della globalizzazione quanto è vasto?? Perchè dovrebbe rassegnarsi ad essere distrutto da quattro anzi otto pre-potenti??   Misurate l'ampiezza del popolo disgraziato odierno, comapratene l'ampiezza a quella del proletariato parigino o russo e avrete le potenzialità della protesta che si sta accumulando, della nuova ondata. Lo sanno benissimo anche loro, per questo preparano le nuove armi, le batterie missilistiche, etc etc...La violenza non è un nostro problema è una modalità sempre più organizzata atta ad estorcere lavoro e risorse dal sud del mondo, atta a reprimere i lavoratori di tutto il mondo, noi compresi...chi non ci crede è pregato di aprire gli occhi..conti quanti sono gli armati tra di noi e conti quanti sono gli armati tra di loro...