L’uso della forza sociale

Il 20 ed il 21 luglio saremo a Genova, come realtà antagoniste ed autonome, con l’intento e la determinazione di Sabotare i lavori del G8. Molto si è parlato in questi mesi di come affrontare le manifestazioni di piazza e troppo poco si è parlato dei contenuti politici con il quale affrontarli. Pur rispettando le posizioni e le campagne del Genoa Social Forum, gli antagonisti  intendono Genova come un passaggio di crescita nel rilancio del movimento antagonista italiano. Insieme alle oltre 100 realtà italiane che compongono il Network per i diritti globali abbiamo costruito un percorso di determinazione politica che ci vedrà partecipare alla contestazione contro il G8 in almeno 10.000. Espressione delle istanze dell’antagonismo sociale: centri sociali anti-istituzionali, Cobas, sindacati autorganizzati, comitati di lotta popolare, collettivi di studenti, immigrati, femministi, antifascisti, anticapitalisti animeranno le “giornate di Genova” come hanno animate le giornate di lotta ai vari vertici trans-nazionali. Seattle, Praga, Nizza, Davos, Napoli,Quebec, Goteborg, Salisburgo hanno rappresentato passi in avanti significativi nella costruzione di un movimento antagonista e anticapitalista Europeo e Mondiale, hanno avuto l’indubbia capacità di rompere quel clima pacificato che le istituzioni mondiali volevano farci vivere agitando di nuovi spettri il sonno dei padroni del mondo; rimanendo sempre nel contesto di massa senza mai romperne gli equilibri ma allo stesso tempo radicalizzandone i contenuti. Del resto le iniziali richieste di riformabilità degli organismi transnazionali hanno nel corso del tempo lasciato il campo alla più netta contrapposizione nei confronti delle grandi organizzazioni capitalistiche internazionali, quindi verso una più marcata anti-istituzionalità non di qualche singolo ma del movimento nel suo insieme. Genova rappresenta un ulteriore momento per l’opposizione mondiale al capitalismo, che veda anche l’antagonismo italiano esprimere le proprie potenzialità per dare vita ad una ricomposizione di forze radicate nei territori e nel sociale al di fuori della logica dello spettacolo virtuale, con la pesantezza di un macigno. Facendo tesoro degli insegnamenti che vengono dalle lotte, invertendo la tendenza rispetto a deleterie logiche di settaria ghettizzazione in sterili orticelli. La direzione che prenderanno i movimenti dopo Genova non dipenderà da soprannaturali cause oggettive inscritte nel loro Dna, ma dalla capacità soggettiva delle realtà autonome ed antagoniste di starvi dentro, farli crescere e spostarli sul terreno dell’ alterità rispetto all’esistente.

Per questo a Genova il movimento antagonista scenderà in piazza ben determinato a sabotare il G8, con la volontà chiara di rompere i divieti della questura e raggiungere il proprio obbiettivo. Lo farà in un contesto di massa, rispettando le differenze e autodifendendo tutti/e i partecipanti all’enorme corteo del 21. Adotterà l’uso della FORZA SOCIALE, l’uso della forza nei contenuti radicali anti-istituzionali ed antagonisti, l’uso della forza e della determinazione a rompere i divieti invadendo la zona rossa. La forza sociale è la propulsione dei movimenti a spingersi più in là rispetto all’esistente, senza mediazioni, senza richieste di riformabilità con l’unico obbiettivo di rompere il pensiero unico capitalista. La forza sociale sarà il mezzo con il quale tenteremo di rovinare la prima uscita internazionale al governo Berlusconi-Bossi-Fini  e con cui tenteremo di caratterizzare un autunno di lotte sociali. Proprio come nel luglio 60’ migliaia di giovani in maglietta a strisce con giorni di battaglia fecero cadere il governo Tambroni, alcuni di noi indosseranno le stesse magliette che i “cavalli” usarono come divisa della battaglia antifascista. La Forza sociale espressa nei contenuti del conflitto capitale-lavoro, dell’immigrazione, dell’ambientalismo antagonista, della guerra, dell’antifascismo, dell’anticapitalismo in generale, unita all’azione diretta sarà lo strumento con cui l’antagonismo si renderà visibile nella mobilitazione genoana.

 

Compagni e compagne delle aree antagoniste aderenti al Network piemontese per i diritti globali

Torino 12 luglio 01.