Per i DIRITTI UNIVERSALI
Lavoro, Reddito, Salute, Istruzione,  Ambiente,  Alimentazione,
DIRITTI Sindacali e Politici per TUTTI
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: 15 LUGLIO PUBLIC FORUM
su Conflitto “CAPITALE/LAVORO nella Globalizzazione”
20 LUGLIO 2001 SCIOPERO NAZIONALE,
ORE 10 STAZIONE BRIGNOLE (GENOVA)
21 LUGLIO 2001 MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE
(SONO IN PREPARAZIONE TRENI DA TUTTA ITALIA
TEL. COBAS 06\27800816  02\89159171)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFLESSIBILI CONTRO IL G 8
 

 

 


                                                                          

                                                                        Venerdì 20 luglio

sciopero nazionale intera giornata

"Signori, il tempo della vita è breve; e, se viviamo, viviamo per calpestare i re" (W. Shakespeare).

 

Dal 20 al 22 luglio prossimi si terrà a Genova il vertice dei capi di governo e di stato dei Paesi aderenti al G8 (i sette Paesi più ricchi del mondo: Usa, Giappone, Canada, Germania, Francia, Inghilterra, Italia, più l'ex "nemico" russo).

 

Il G8  non è stato eletto da nessuno , però prende decisioni fondamentali in materia di politica economica, sociale, militare e ambientale per tutto il pianeta. Insieme ad altri organismi sovranazionali - l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la Banca Mondiale (BM), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) - la NATO costituisce una sorta di governo del mondo che decide sul futuro dell'intera umanità, senza che questa abbia voce in capitolo.

 

I padroni del mondo fanno uso sempre più frequente delle guerre e di altri mezzi spietati per imporre il loro predominio sui viventi.

La mercificazione e la ricerca del profitto investono ormai tutti gli ambiti della vita, la natura, il cibo, l'aria e l'acqua, le idee e i sentimenti, provocando miseria generalizzata, distruzione ambientale, avvelenamento alimentare, insicurezza globale.

 

C

ambiano le forme e le articolazioni sociali dei rapporti di produzione e di sfruttamento, ma resta confermata e diviene sempre più pervasiva la contraddizione  tra capitale e lavoro.

 Il divario di reddito tra il quinto più povero e il quinto più ricco della popolazione mondiale è passato da 1: 30 nel 1960 a 1: 74 oggi. Le 225 famiglie più ricche della terra posseggono oltre 1.000 miliardi di dollari equivalenti al reddito del 45% della popolazione del pianeta. Mentre ogni tre secondi un bambino muore di fame o stenti, ogni due minuti nel mondo avviene un incidente mortale sul lavoro.

Negli ultimi 20 anni in Italia la quota dei salari sul reddito nazionale complessivo è passata dal 56,4% al 40%, quella dei profitti dal 21,3% al 28,6%; dall'89 al '97 le retribuzioni medie di lavoratori/trici dipendenti sono diminuite dell'8,7%; il 7% degli italiani detiene il 40% della ricchezza prodotta nel Paese.

 

Il liberismo capitalista opprime come non mai il lavoro subordinato, permettendo la rincorsa ai più bassi livelli salariali e alle peggiori condizioni di lavoro. Molte aziende italiane ed occidentali esternalizzano la produzione verso l'Est e il Sud del mondo, Romania, Albania, Thailandia, Cina..., dove l'orario di lavoro oscilla tra le 10 e le 15 ore giornaliere e la paga oraria tra i 13 e i 28 centesimi di dollaro.

Se i lavoratori e le lavoratrici del Sud e dell'Est del mondo vengono imprigionati nella loro intollerabile miseria, quelli/e del Nord subiscono una continua aggressione ai propri diritti.

 

Ormai siamo  alla legalizzazione di ogni tipo di lavoro nero, caporalato, cottimismo, subappalto, lavoro a chiamata, forme di neoschiavismo e sfruttamento minorile.

La precarizzazione, la massima flessibilità , il sottosalario,gli incidenti sul lavoro, sono divenuti la norma.

 

Da anni salari e stipendi aumentano meno dell'inflazione. I “working poor”, cioè coloro che lavorano per un salario che li colloca al di sotto del livello di povertà, stanno ingrossando le fila degli oltre sette milioni di poveri ufficialmente censiti in Italia.

L

'attacco violento a salari e diritti avviene anche tramite la privatizzazione e la mercificazione di beni di pubblica utilità. Scuola, sanità, comunicazioni, trasporti, acqua, energia, sono destinati a cadere in mani speculative: i diritti diventano merci d’acquistare al supermarket della globalizzazione.

Vogliono abolire il contratto nazionale per lasciarci soli di fronte allo strapotere padronale e vogliono generalizzare il contratto a termine per poterci licenziare quando gli pare.

Vogliono ulteriormente limitare il diritto di sciopero,  estendendo divieti e ostruzioni per vanificare questo indispensabile strumento di lotta del mondo del lavoro.

 

Il pauroso arretramento dei lavoratori è stato reso possibile dal passaggio completo del centrosinistra politico e sindacale dalla parte del capitalismo liberista. I padroni di sempre hanno dapprima affidato a costoro la gestione del sistema con lo

 

 

specifico compito di addomesticare  tanta parte dei lavoratori. Ora Berlusconi  con la benedizione di Agnelli, Confindustria e Bankitalia,   completa l'opera di cancellazione dei diritti e delle conquiste degli anni ’70.

 

E' perciò indispensabile un  generale e salutare risveglio, la riscoperta dell'antagonismo nei riguardi del capitale, del liberismo, dei padroni, il rifiuto del vivere per lavorare,  del dominio del profitto e del mercato, come caratteristiche ineliminabili della società umana.

Per questo è  decisiva la massiccia presenza di lavoratori/trici del  pubblico impiego , industria, trasporti,  servizi,  del precariato,  dei disoccupati nelle mobilitazioni di Genova contro i predatori del G8.

 

A Genova troveremo i prepotenti della terra, i signori della guerra, tra essi il capofila dell'imperialismo mondiale, il reazionario presidente Usa, George Bush jr., che già nei primi mesi  del suo mandato, ha  dato prova di esprimere gli spiriti animali più profondi del capitalismo yankee e internazionale, rilanciando il riarmo con il progetto criminale dello scudo stellare, riesumando il nucleare, dando sfogo agli appetiti di petrolieri e cementieri, sconfessando Kyoto per nuove catastrofi ambientali, pianificando crociate contro l'aborto e a favore delle scuole private e confessionali, accentuando le tendenze patibolari della giustizia statunitense, tracciando un piano economico teso a tagliare le tasse ai ricchi e a cancellare  il welfare.

L'imposizione e l'estensione planetaria del modello Usa, la mercificazione della vita, nuove guerre e pestilenze per soggiogare l’Umanità, il controllo spionistico di Echelon, sono gli argomenti del vertice G8 di Genova.

 

M

a dalla fine del '99, da Seattle a Washington, da Osaka a Sidney, da Praga a Davos, da Nizza a Napoli, da Quebec City a Göteborg e a Salisburgo, i padroni del mondo stanno facendo i conti con la protesta antiglobalizzazione.  Non sono bastate città blindate, frontiere chiuse, treni bloccati, cariche selvagge dei teppisti in divisa, pestaggi ed arresti, fino al gravissimo tentato omicidio  dalla polizia a Göteborg, a fermare un movimento di lotta, articolato e plurale, ma dalle sempre più evidenti connotazioni anticapitalistiche, che vede rafforzate le sue ragioni per accrescere il proprio seguito di massa.

               

A

 Genova, in occasione del G8, saranno schierati 18.000 unità tra poliziotti, carabinieri e finanzieri; 4.000 uomini dei corpi scelti delle Forze Armate vigileranno sugli obiettivi "a rischio"; migliaia di agenti segreti si affolleranno sotto la Lanterna; saranno schierate navi, aerei e contraerea per garantire la sicurezza dei padroni del mondo.

Una serie di ordinanze prefettizie hanno  deciso il sequestro di Genova. Dal 18 al 22 luglio verrà chiusa  la stazione ferroviaria di Porta Principe, il porto, l'aeroporto, la sopraelevata , la metropolitana; hanno istituito una zona rossa limitando la libera circolazione ai suoi legittimi abitanti, vietando ai concittadini e a noi tutti di transitarvi;  hanno vietato qualsiasi manifestazione nel Ponente genovese: a difesa della zona rossa hanno creato una zona gialla in cui per muoversi occorrerà comunicare preventivamente i propri spostamenti alla polizia.

 

Il governo vuole trasformare l'intera città di Genova in una piazza d'armi , una sorta di enorme caserma a cielo aperto. Nel contempo è stato sospeso Schengen,  ripristinando i  controlli alle frontiere di Ventimiglia; mentre s'intensificano le perquisizioni a Genova e in tutta Italia le Questure cominciano a notificare a singoli militanti gli odiosi provvedimenti di pubblica Sicurezza che vietano  loro di  partecipare alle iniziative del controvertice.

Il Corriere della Sera, il Giornale, la Repubblica, hanno ripreso veline fatte circolare ad arte dai servizi segreti, in cui si blatera di attacchi al vertice da parte dei contestatori con palloncini pieni di sangue infetto, aereoplanini teleguidati con agenti chimici e biologici, poliziotti catturati e utilizzati dai manifestanti come scudi umani per violare la zona rossa.

 

M

a tale operazione di terrorismo psicologico, messa in atto come deterrente per tenere lontano da Genova il movimento antiglobalizzazione e centinaia di migliaia di persone  è fallito, anzi si è trasformata in un boomerang, poiché da ogni parte d'Italia, d'Europa e del mondo le adesioni alle manifestazioni genovesi contro il G8 si moltiplicano man mano che si avvicina la scadenza.

Piuttosto , al di là delle etichette  si è verificata ancora una volta l’iniquo scambio tra centro destra e centro sinistra, al voto parlamentare entrambi hanno potuto appropiare i loro documenti di sostanziale consenso con il G8.

 

 Dopo l’agressione decisa dalla polizia lo scorso 17 marzo a Napoli, dopo gli spari assassini di Goteborg, il discorso sulle presunte violenze del movimento antiglobalizzazione fa presa ormai soltanto sui circoli governativi e sull'opposizione di sua maestà del centrosinistra.

Dopo Göteborg i Cobas  sostengono la necessità di annullare il G8; e comunque il divieto di dotazione delle armi da fuoco alle forze di polizia in servizio di ordine pubblico a Genova.

 

I Cobas  non accettano alcuna criminalizzazione del movimento,dichiarano apertamente  al governo Berlusconi che non si lasceranno intimidire dal massiccio schieramento di truppe , che sono inflessibilmente intenzionati ad esercitare il  diritto di manifestare contro il vertice  del G8, che intendono proteggere  lavoratori e lavoratrici, giovani e anziani, che sono assolutamente indisponibili a subire passivamente le violenze poliziesche.

 

 

La Confederazione Cobas, soprattutto a partire dai vertici di Nizza e Davos, poi nel controvertice di Porto Alegre e nella grande manifestazione napoletana dello scorso 17 marzo, ha dato un importante contributo alle mobilitazioni e all'approfondimento del dibattito tra coloro che soffrono sulla propria pelle gli effetti nefasti del neoliberismo e della globalizzazione capitalistica.

Il Forum di Porto Alegre ha assunto Genova tra gli appuntamenti internazionali più importanti, con l’esplicito mandato di sollevare e mettere a punto la contraddizione principale, quella tra Capitale e Lavoro.

 

Con le realtà  dell'autorganizzazione e dell'antagonismo sociale abbiamo costruito il Network per i diritti globali che ha cominciato a ragionare collettivamente sulla costruzione di una piattaforma di lotta che rimetta al centro dei percorsi e dell'immaginario collettivo del "popolo di Seattle" la contraddizione capitale-lavoro, nelle dinamiche che essa assume all'interno del nuovo ciclo capitalistico dell'accumulazione profittuale, del decentramento produttivo, della precarizzazione del lavoro e dell’esistenza ,  e delle nuove forme di schiavitù.

E' un discorso che a Genova avrà un primo momento di verifica pratica, ma che continuerà oltre Genova a vivere nelle lotte anticapitaliste di questa fase.

 

Domenica 15 luglio, il Network per i dritti globali organizza il Forum su “il conflitto Capitale-Lavoro nella globalizzazione” che vedrà la partecipazione di esponenti del movimento operaio e contadino, del precariato e dell’immigrazione-europei, latinoamericani, asiatici-per realizzare indispensabili momenti di conoscenza e socializzazione delle difficoltà e dell’esperienze in diverse zone del mondo, e per contribuire all’individuazione  di obiettive e lotte comuni.

Da lunedì 16 luglio in poi, saremo impegnati nei diversi Forum previsti dal GSF, in particolare quelli sul lavoro, l’ambiente, l’immigrazione.

Martedì 17 luglio, nell’ambito del Forum sul lavoro, che abbiamo contribuito a fare acquisire alla GSF, i Cobas si confronteranno con le altre organizzazione del sindacalismo di base e concertativi (FIOM, Sinistra GCIL)alla presenza di realtà tra le più significative del movimento dei lavorati nel mondo.

Giovedì 19 luglio i Cobas e il Network per i diritti globali parteciperanno al Forum sull’immigrazione e manifesteranno  al fianco degli immigrati, per il permesso di soggiorno per tutti/e, per la cancellazione dei centri lager di detenzione,  per la libera circolazione planetaria di tutti gli esseri umani, per la parità di diritti tra italiani e immigrati per lavoro, casa, scuola, salute, per respingere al mittente le ultime farneticazioni della Lega di Bossi e dei soliti fascisti alla Gasparri.

Venerdì 20 luglio ci saranno i blocchi per impedire, boicottare, rallentare lo svolgimento del vertice; proponiamo che attorno a questi blocchi ci si strutturi, piuttosto che per affinità politico/organizzative/comportamentali, per piazze tematiche (il lavoro, l'immigrazione, l'ambiente, la guerra, il debito,...), e, in base a tali scelte e aggregazioni, individuare obiettivi e occasioni di lotta; noi manifesteremo attorno ad un obiettivo che ben simboleggia il conflitto capitale-lavoro.

 

Ma venerdì 20 luglio è anche e soprattutto il giorno dello sciopero nazionale

dell'intera giornata indetto dalla Confederazione Cobas  e da altre organizzazioni del sindacalismo di base,

uno sciopero per consentire la massima partecipazione di lavoratori e lavoratrici alla protesta contro i padroni del mondo; uno sciopero per riprendere a rivendicare nei confronti del governo Berlusconi e della Confindustria sostanziosi aumenti salariali (salari europei), la riduzione dell'orario di lavoro, la garanzia del reddito per tutti/e; per rifiutare la privatizzazione della scuola, della sanità e di tutti i servizi pubblici; per dire no alla precarizzazione, alla flessibilità padronale, a cominciare dalla generalizzazione dei contratti a termine, per reintrodurre garanzie per ogni forma di lavoro; per bloccare qualsiasi ulteriore taglio delle pensioni, per impedire il furto sulle liquidazioni, per difendere e ripristinare il diritto di sciopero, per cancellare la vergogna del monopolio della rappresentanza della forza lavoro da parte dei sindacati concertativi (CGIL-CISL-UIL e sindacati autonomi), per la piena agibilità e tutela dell'esercizio dei diritti sindacali.

 

Sabato 21 luglio si terrà a Genova la grande manifestazione contro i padroni del mondo; su proposta dei Cobas il corteo sarà aperto dagli operai in lotta della multinazionale francese Danone, che a colpi di ristrutturazioni e licenziamenti mostra il vero volto della globalizzazione capitalista.

Quel giorno saremo in tanti/e, certamente più di 100.000 e Berlusconi  non  riuscirà a fermarci!

Non accetteremo divieti, nè la gabbia delle zone rosse e gialle, nè di essere rinchiusi in ghetti periferici.

 

Genova sarà una tappa significativa per il movimento antiglobalizzazione, per i Cobas, per l'autorganizzazione sindacale e sociale, per i lavoratori e le lavoratrici.

La sfida che i padroni del mondo ci impongono è impegnativa, dobbiamo esserne all'altezza, a Genova e oltre Genova.

UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE!