LUNEDI 8 OTTOBRE
PIAZZA ARBARELLO ore 21.00
Manifestazione contro la GUERRA
NO ALLE GUERRE

FERMARE LA GUERRA GLOBALE - DISERZIONE SOCIALE
La guerra globale
E' partita la crociata della giustizia, il bene contro il male, la
giustizia duratura. E' partita a suon di proclami quanto a suon di
esplosioni. Quello che Bush ha dichiarato da tempo si sta avverando, la
"civiltà superiore", la stessa che Berlusconi osanna, va a fare i conti
con la civiltà inferiore, quella terrorista e criminale rappresentata da
il nuovo nemico USA, taleban o Bin Laden che sia. Ma questa guerra,
rimane sempre una sporca guerra dai caratteri imperiali, una guerra
globale e permanente per i suoi caratteri duraturi e mondializzati. Dopo
l'attacco alla città globale per eccellenza, all'amministrazione Bush
non sembrava vero in colpo solo di poter giustificare e risolvere tutti
le beghe di un'economia sempre più fragile e frastagliata dove la
produzione viaggia a pieno regime ma sono i compratori a non esserci,
dove in un colpo solo i molteplici tagli al welfare su scala mondiale,
vengono giustificati dalla necessità di economie e relative finanziarie
di guerra; dove le leggi repressive finalizzate al controllo sociale
potranno passare come leggi anti terrorismo, dove i lavoratori e le
lavoratrici  affronteranno i licenziamenti e le casseintegrazioni
sentendosi parte di un esubero necessariamente da eliminare. Così come l
'inasprimento delle condizioni di vita degli immigrati è giustificato
perché tra di loro si potrebbero nascondere i terroristi islamici.
Queste sono i cardini della guerra globale, una guerra che continua ad
avere i volti di quell'imperialismo  stragista che da decenni insanguina
le vie del mondo: in Vietnam come in Iraq, a Belgrado come a Ramallah,
in Kurdistan come in America Latina, dove i popoli si sono sempre
trovati ostaggio di governi nazionali e dell'impero Americano, che anche
oggi, mentre dichiara aperta la crisi mondiale, va a colpire quei
soggetti da lui stesso creati come ampolla di resistenza ai sovietici in
Afganistan, quegli integralisti da sempre focillati dalle agenzie di
sicurezza americane perché vero sonnifero dei conflitti sociali arabi,
quelle milizie addestrate da corpi speciali inglesi e americani che oggi
gli si rivoltano contro e vanno annientati, assieme a quelle barriere
economiche che le multinazionali non riescono a bypassare con le
politiche globali sottoscritte dai governi. E così che nel momento
giusto le barriere si sfondano e si annientano attraverso la guerra, l'
arma più potente per il dominio capitalista, l'ultimo strumento utile
alla conquista politica di nuovi mercati e territori senza alcuna
mediazione. L'Afghanistan rappresenta un territorio strategico da
conquistare, non molto le materie prime che possiede ma per il ruolo che
potrebbe svolgere nel trasportare attraverso la costruzione di oleodotti
il trasporto del petrolio.

I due fondamentalismi
In tutto ciò resta chiara la battaglia antibellicista del movimento
antagonista, le guerre dichiarate esplicitamente o implicitamente non
possono che trovarci contro da tutti i fronti, schierati contro i due
fondamentalismi: uno religioso e l'altro capitalista, tutti e due figli
dello stesso seme di dominio sui popoli ed entrambi proprietari della
stessa matrice.

Fin dai giorni dell'attacco a NY è stato chiesto al movimento
antagonista di dissociarsi da Bin Laden o dai Talebani, ma a farlo deve
essere la Nato, che per anni ha rifocillato entrambi in un'ottica di
terrore e guerra degna del ruolo che l'alleanza atlantica incarna. Il
movimento di Genova ha ben presente l'equidistanza dai due
fondamentalismi e ha ben chiare le logiche di dominio che stanno in
ambedue gli schieramenti, come ha ben presente quanto sia importante e
necessaria la continua lotta per la cancellazione della Nato quanto dell
'imperialismo e l'assidua lotta per lo sviluppo di un mondo
necessariamente altro rispetto ai fondamentalismi, all'oppressione, alla
guerra, al capitalismo. Non abbiamo nessuna remore ad affermare il
nostro antimperialismo e il nostro essere antiamenricani individuando in
entrambi le facce di quella medaglia che affligge dietro logiche come
quella della "Giustzia duratura"l'oppressione delle popolazioni del
mondo intero. Nella stessa logica va inquadrato il Plan Colombia che
vede gli USA impegnati formalmente in una lotta al narcotraffico in
Colombia, ma realmente li vede impegnati nella repressione verso un
esercito rivoluzionario, come le FARC-EP, modello di resistenza
antimperialista in America Latina, al pari delle resistenze Basche dell'
Eta e Palestinesi del Fronte Popolare, indicate da Bush tra le
organizzazioni terroristiche da colpire per smantellare le lotte di
liberazione dei popoli equiparandole a Bin Laden . Inoltre li vede
finanziare e coprire Israele nella continua oppressione del popolo
Palestinese in lotta, e che vede in questi giorni gli USA artefici di
una mediazione inesistente tra il boia Sharon e Arafat, vera mossa da
marketing politico

La diserzione sociale, il sabotaggio della guerra
Alla "guerra di civiltà" proclamata da Bush come da Berlusconi, risponde
la "guerra santa" di Bin Laden. I due fondamentalismi monopolizzano la
scena internazionale, invitando gli uomini e le donne che lottano contro
questo stato di cose a farsi da parte o ad arruolarsi in uno dei due
schieramenti. Nessuno schieramento può rappresentare chi lotta  e nessun
appoggio può venire alle pratiche belliciste di morte che vengono dagli
USA e dagli altri paesi della Nato. Alla guerra i movimenti di lotta, i
movimenti sociali non possono che rispondere con la lotta dal basso per
il sabotaggio della guerra globale, "chirurgica" o "umanitaria" che sia.
Non siamo soldati del capitalismo nelle sue guerre, ma siamo disertori
nella guerra quotidiana che esso dichiara implicitamente o
esplicitamente alle popolazioni del mondo attraverso i costi sociali che
paghiamo. Per questo crediamo inaccettabile la partecipazione alla
Marcia Perugia-Assisi, dove non viene condannata realmente la guerra e
la partecipazione a tale manifestazione non pone discriminazioni a quei
partiti e a quei politici che in settimana voteranno per la guerra e per
il ruolo attivo dell'Italia nell'operazione militare americana.

I costi sociali della guerra
Anche questa guerra avrà dei costi sociali da pagare e se sull'immediato
saranno le popolazioni inermi a pagare la guerra con la vita, la fame, e
la distruzione poi saranno le popolazioni degli stati guerrafondai a
tradurre in costi sociali degli armamenti e della guerra nel
peggioramento delle condizioni di vita, nelle finanziare di guerra, nei
licenziamenti , nella cassaintegrazione in continui e nuovi tagli alla
spesa pubblica, dalla scuola alla sanità, dalle pensioni al costo della
vita.

La mobilitazione permanente
Contro questa guerra chiediamo a tutte/i la mobilitazione permanente per
rispondere all'attacco Usa e Nato alle popolazioni del mondo. Iniziando
dal 15 ottobre con la manifestazione degli studenti medi contro i
signori della guerra che si incontreranno a Torino dal 14 al 17 di
ottobre nel forum Internazionale della Nato, dove s'incontreranno per
discutere di terrorismo e guerra tra molti paesi non Nato tra cui
figurano anche Israele e gli USA.
NETWORK ANTAGONISTA PIEMONTESE
noglobal_To.3000.it
*centro sociale Askatasuna*
c.so regina margherita 47 Torino Italy
www.ecn.org/askatasuna