Che gente di mmerda!

magius


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NESSUNA OMERTA' COMPAGNI/E

A Treviso sono centinaia gli immigrati che, pur in possesso di regolare
permesso di soggiorno e di un posto di lavoro, vivono in edifici abbandonati in
condizioni del tutto precarie ed estremamente disagiate.

Le strategie "tradizionali" (ad esempio il porsi come "garanti", quali associazioni
locali, per ottenere alloggi in affitto) non riescono a superare le emergenze.
L'ente locale preposto alla prima accoglienza, ovvero il Comune, non intende
occuparsi della questione nonostante le sollecitazioni in merito e rifiuta di
accedere ai finanziamenti statali e regionali. La Giunta leghista è presieduta
dall'ormai tristemente noto sindaco Gentilini (le cui affermazioni razziste hanno
fatto il giro del mondo).

In questo contesto, si è formato a Treviso il Comitato M21 (fondato da Wilma
Mazza, Luca Casarini ed altri: tutti non trevigiani) a cui come associazione
antirazzista di donne NON abbiamo aderito, non condividendo le pratiche
aggressive e intimidatorie con cui eravamo già venute in contatto e che
sembrano essere il modo "consueto" di muoversi per questo gruppo.

L'M21, in più occasioni, ha rivendicato una sorta di monopolio della
rappresentanza degli immigrati. Stante la situazione abitativa dei lavoratori
stranieri sopra descritta, le occupazioni di stabili (permanenti o simboliche) sono
frequenti e organizzate da gruppi diversi comprendenti ovviamente sia trevigiani
che immigrati.

Fra questi c'è Ivan Bettio, sindacalista cobas, che assieme ad un gruppo di
immigrati ha organizzato l'occupazione simbolica di una caserma in disuso ed
ha poi tentato l'occupazione permanente di alcuni edifici vuoti dell'ex ospedale
psichiatrico, luogo in cui altri locali erano stati occupati, previa contrattazione con
proprietari e forze dell'ordine, dall'M21 e da una quarantina di immigrati.

Quest'ultima azione è stata giudicata, dai membri dell'M21, meritevole di
un "castigo" esemplare. Domenica 7 gennaio u.s., infatti, alle ore 15.00, 20 di
loro si presentano a casa di Ivan: picchiano e strattonano lui e sua moglie di
fronte al bambino di 12 anni, rompono vasi di fiori per sfregio e se ne vanno
ricordando alle loro vittime di essere "peggio della polizia". Fra loro c'è Sergio
Zulian, del Centro Sociale Morion di Venezia, che è il portavoce ufficiale
dell'M21 a Treviso. Non contenti, costoro segnalano Ivan come "disturbatore"
delle loro attività alla questura, facendolo chiamare a colloquio dalla polizia nei
giorni successivi.

Venuta a conoscenza della cosa (ho ancora nel sangue, nella testa, negli
occhi, il pianto disperato di Claudia, la moglie di Ivan) ho ritenuto di portarla a
conoscenza del nodo locale della rete di Lilliput, di cui come Osservatorio delle
donne facciamo parte, che ha all'unanimità deciso di non avere contatti con il
gruppo summenzionato, così come hanno preso la stessa decisione il GIT locale
di Banca Etica e la Sinistra Giovanile di Treviso.

Maria G. Di Rienzo, Portavoce Osservatorio delle
donne "La Panchina"

Febbraio 2001