Esiste una consapevolezza che matura nella
conoscenza dei fatti e che da questi non può prescindere.
E' ormai evidente che tra i compagni padovani di
rifondazione serpeggia un aperto malcontento per com'è gestito il rapporto
con le tute bianche in città, ma, e questo è un fatto materiale
determinante. Questo malcontento e questa consapevolezza esiste a chiare
lettere anche tra molti cittadini vicini a rifondazione o che, pur
riconoscendosi nell'area più vasta dell'antiglobalizzazione, hanno
scelto di non identificarsi con alcun gruppo / associazione / partito.
Al di là dei "giudizi" e di tutte le
prove che si possono portare per questi "giudizi" questo stato di
cose sta provocando l'esatto contrario di ciò che oggi sarebbe auspicabile:
l'unione reale e concreta di tutte le forze impegnate contro la guerra. Non
è possibile e non è sano che in un questa grave situazione "un
gruppo" dichiari e pratichi egemonia sugli altri. Non è funzionale alla
necessità di raccogliere i cittadini intorno a un progetto di opposizione
alla guerra, l'obbligo di identificarsi per forza di cose in un soggetto
particolare, che si chiami Tute Bianche, Rifondazione, Beati costruttori,
Soccorso Popolare, ecc. Tantomeno è funzionale al processo di consapevolezza
dividere in buoni e cattivi il movimento. Abbiamo visto che la
manifestazione di Montecchio, evitata con gran cura dai dirigenti di
Rifondazione e dagli altri soggetti GSF, si è svolta in maniera pacifica,
abbiamo visto che ad essa hanno partecipato diversi giovani, che non sono
stati a contare quanti e quali soggetti politici stavano dominando la scena,
e, se questa dominanza c'era (poiché per forza di cose, esiste sempre
qualcuno che comincia), neppure se ne sono accorti, fatto che m'induce a
pensare a una buona gestione orizzontale della stessa.
L'orizzontalità e la rinuncia all'egemonia sono,
non solo necessarie, ma imperative. Chi non riconosce questo ha (o dovrebbe
avere) dei problemi di coscienza (e di onestà) e non ha capito che ci
troviamo di fronte a un bivio da cui non è possibile sfuggire.
Io credo che bisogna sempre fare uno sforzo per
conoscere e riconoscere le ragioni delle parti. Con questo vanno conosciute e
riconosciute anche le non-ragioni. Il problema che ci troviamo di fronte
con le Tute Bianche è riconosciuto da più parti anche molto diverse tra
loro.
Qui non si tratta di impiantare una guerra nella
guerra. Per valicare questo odioso confine occorre costruire, operare,
relazionarsi in modo non pre-giudiziale e contrapporre a metodi inaccettabili
(proprietà privata delle lotte, spettacolarizzazione, prevaricazioni,
aggressioni, presunzioni) altri metodi di lavoro più seri e documentati che
si pongano obiettivi chiari e onesti.
Per quanto mi riguarda, resta fuor dubbio che il
mio ruolo (segreteria di circolo) dentro il partito della rifondazione mi pone
in una crisi politica profonda. E gravemente dico che questa crisi appartiene
anche ad altri compagni dentro il partito. Quanti e con quali risultati? Il
rischio di una divisione cattiva nel partito è reale. Alimentarla significa
produrre un danno a tutto il movimento, compresi coloro che rilevano la nostra
contraddizione, come fa ad esempio soccorso popolare, ma come fanno anche
tanti iscritti non militanti o tanti elettori.
Bisogna uscire da questa crisi assolutamente in
fretta. Oggi in Italia, nessuno, e dico nessuno escluso, può permettersi di
perdere rifondazione. Non perché rifondazione sia "il meglio", ma
perché nell'Italia dei grandi sistemi rifondazione mantiene in vita la voce
critica. Con questo voglio dire che le case vanno ristrutturate quando cedono: l'incuria
a lungo andare può minare anche le fondamenta.
Ognuno deve fare la sua parte secondo me:
- rifondazione, con un atto di
conoscenza reale delle cose e delle componenti del movimento (tutto) (e a
proposito dei gruppi cosiddetti ultraideologici occorre capire bene le
evoluzioni, le distinzioni, le maturazioni), con un coivolgimento della base
che si fondi su queste conoscenze e non su diktat o pregiudiziali a
priori, con delle scelte che NON siano sottomesse a gruppi con volontà
egemonica. Siamo un partito, NON un gruppo: abbiamo un dovere di lettura a 360
gradi!
- i cittadini che non si riconoscono in
gruppi, con una partecipazione attiva e partecipante, che sappia portare
linfe nuove, linguaggi diversi da quelli ideologici / religiosi / o di
alleanza, che i gruppi per loro costituzione avanzano;
- i gruppi e le realtà del movimento che non
possono e non vogliono riconoscersi nelle piattaforme ambigue, che
chiedono di unirsi tutti, con la dismissione dell'acredine e della diffidenza,
con uno sforzo di comprensione circa le difficoltà che il partito vive
in questa situazione, con il riconoscimento che il partito non si identifica
necessariamente SOLO con i suoi dirigenti;
- i gruppi e le realtà del movimento che
hanno deciso di partecipare alla costruzione dei social forum
sottoscrivendo un patto comune, rinunciando all'egemonia, rifiutando la
divisione in buoni e cattivi, affrontando il tema dei metodi dell'opposizione
assieme a TUTTE le realtà del movimento, comprese quelle di oltreoceano,
quelle europee e quelle mediorientali che lottano per la liberazione
Perché se di movimento parliamo, e questo mi
pare più che evidente a tutti, non si può parlare solo di GSF.
C'è un mondo intero in lotta, sotto il pericolo
concretizzato della guerra, della repressione, della negazione dei prinicpi di
libertà e uguaglianza.
Sabato 13 ottobre "veneto contro la
guerra" ha proposto una manifestazione regionale a Padova, in appoggio e
condivisione delle giornate internazionali contro la guerra proclamate in
tutto il mondo. L'appello di ANSWER (Agisci Ora contro
la Guerra e il Razzismo - http://iacenter.org
-) è condivisibile da tutti coloro che sono contro la guerra, e mi sorprende
che il partito della rifondazione comunista non vi abbia già aderito (se
lo ho fatto e non lo so chiedo scusa)
Io credo che questa sia una occasione per
ristabilire un contatto di dignità e di correttezza con il movimento reale
che si dipana da New York all'Europa. Non manchiamo a questo appuntamento!
Indiciamo un'assemblea VERAMENTE GENERALE, per costruire un documento
VERAMENTE COMUNE, che faccia piazza pulita delle dannose divisioni, delle
prevaricanti discriminazioni che servono solo ai potenti della terra per
mantenere il controllo del dissenso.
Io intanto, personalmente, aderisco e sarò
presente.
meri rampazzo - padova
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, October 09, 2001 2:29 AM
Subject: giudizio di magius responsavile della lista cerchiodig8
sulle "tute bianche"
nella lista cerchiodig8, quella che era la lista
ufficiale del GSF e che ha molte centinaia di iscritti in tutta Italia,
appare il commento seguente di magius che è uno dei principali
interventisti e il responsabile (owner)della lista avendo sostituito Carlo
Schenone di Genova di area nonviolenta....mi pare che non serva nessun
commento ulteriore, mi pare che dovrebbere essere spazzata via qualsiasi
ulteriore polemica e qualsiasi ultimatum. aree libertarie,
neocomuniste, antirazziste e nonviolente hanno delle idee precise
sull'argomento e si rifiutano di sottostare ulteriormente ai metodi
denunciati dalle donne coraggiose di Treviso e Venezia...procedere da parte
del prc ad un'alleanza privilegiata con un solo gruppo ed appaltargli
la cernita dei buoni e dei cattivi squilibra tutto il panorama vivace del
movimento contro la guerra, contro il razzismo. Ma il forum non dovrebbe
essere una piazza, un forum dove tutte le voci orizzontali del movimento
possono prendere la parola e non un bunker dove chi non è d'accordo o
ostacola certi giri viene cacciato con la violenza?
faccio seguire anche un altro intervento di un
altro giovane molto attivo nelle liste e nelle manifestazioni (c'è anche in
testa al corteo che abbiamo fatto contro la guerra il 5 ottobre a Montecchio
Vicenza a cui purtroppo il prc non ha partecipato su decisione della
segreteria regionale veneta e sempre su preciso aut aut della stessa area
delle tute bianche. Tutto si è svolto tranquillamente, metre invece si
erano sparse orride voci ...altre manifestazioni sono in preparazione.. per
le quali prevediamo di subire il medesimo dictat parteciperemo inoltre alle
discussioni di firenze su cui abbiamo idee comuni con compagni di napoli,
torino, roma..taranto etc..siamo per un movimento largo e di massa,
appiattendo il partito nel moviemto questo inevitabilmente è destinato a
lacerarsi e nello stesso tempo danneggia il movimento stesso
sperando in un futuro migliore
p soccorsopopolare fausto
magius -Cerchiodig8- Tute bianche coperte
di merda a Treviso 09/10/01 ore 0.16
Che gente di mmerda!
magius
------- Forwarded message follows -------
NESSUNA OMERTA' COMPAGNI/E
A Treviso sono centinaia gli immigrati che, pur in possesso di regolare
permesso di soggiorno e di un posto di lavoro, vivono in edifici abbandonati
in
condizioni del tutto precarie ed estremamente disagiate.