vi inviamo il testo di un volantino del comitato cittadino per l'autonomia di classe di Roma
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"... NON CI PUO' ESSERE LA VERA PACE FINCHE' VIVRA' UN PADRONE ..."

Contro la guerra della spartizione
Contro la pace dello sfruttamento
DISFATTISMO DISERZIONE INTERNAZIONALISMO

Il "cuore infranto" dell'Impero U.S.A. rappresenta la spettacolarizzazione tragica della vulnerabilità di sistema e del tendenziale indeboimento americano nell'rena della competizione imperialista pluripolare.
Il passaggio storico dalla dottrina del "contenimento" del bipolarismo da "guerra fredda" a quella della "regolazione" post/89 non ha salvato gli U.S.A. da un diretto coinvolgimento in azioni di guerra: il progressivo allentamento della attenzione americana dalla scena medioorientale in favore di un superattivismo europeo (vedasi "missioni" Fisher/Ruggiero) così come la "campagna macedone" ed il ripristino di un rinnovato programma "global/Nato-Scudo stellare" (e relativa denuncia degli accordi A.B.M. U.S.A./U.R.S.S. del 1972) non riescono ancora a risolvere una situazione di stallo nella bilancia di potenza mondiale che vede il tramonto di vecchi equilibri ma non ancora un anuova, definita, spartizione imperialista.
Al fine della conquista di questo "nuovo equilibrio" pluripolare padroni, Stati, sistemi d'armamento e "lobby del terrore" non esitano ad usare un micidiale mix di pace virtuale/tregue truffa/guerre contro l'intera umanità.
Ad un passo dall'euro, cioè dalla formalizzazione continentale di un potere monetario concorrente al dollaro, il "mito" dell'Impero inattaccabile ed invincibile crolla economicamente (recessione), politicamente (unilateralismo e riducismo di Bush), ed ora ... anche militarmente! L'azione armata e coordinata contro gli U.S.A., se da un lato provocherà l'unità occidentale in "difesa" armata della "sua" civiltà, dall'altra propone, come rappresentazione senza ritorno, nella forma della "guerra santa contro il demonio americano", la possibilità di entrata in scena di un polo di interessi e profitti pluristatuale economicamente potente, geogragficamente collocato strategicamente, ideologicamente legato alla riscossa integral/fondamentalista.
Ora si cercherà di coinvolgere l'intero mondo (... ma qualche crepa, in salsa euro, si nota già ...), sotto l'egida ideologica dello "scontro di civiltà", in una vendetta contro il "terrorismo" internazionale ... ma, al di là delle pelose ed ipocrite "solidarietà" borghesi, nessuno potrà smussare contraddizioni e competizioni nterimperialistiche, affari e sfruttamenti concorrenziali solo all'inizio e che si esprimeranno sempre più nella dialettica "competizione di sistema/guerra di spartizione".

LA NOSTRA PACE INCOMPATIBILE

Noi crediamo che ci sia una profonda differenza tra una generica "lotta per la pace" e l'internazionalismo proletario. Già, internazionalismo proletario! ... Perché internazionale è la classe che ha interesse ad essere internazionalista così come internazionale è l'altra classe che oggi ha il dominio economico, politico e militare sul mondo intero.
L'internazionalismo non è una bella idea, un'invenzione della buona volontà ma una esigenza concreta: l'unico modo per difendere interessi "di parte" in gran pericolo e con loro difendere l'intera umanità; un co mportamento di classe in solidarietà fattiva con ogni oppresso del mondo che combatte innanzitutto contro i "propri" padroni e che individua nelle divisioni materiali esistenti il motivo ultimo determinante lo scatenarsi di guerre così come il tranquillo svolgersi della "pace" capitalista, fatta di sfruttamento e alienazione.
Il nostro internazionalismo non è asetticamente "contro la guerra e per la pace" perché noi avversiamo il sistema che le produce entrambe, perché combattiamo per la trasformazione sociale: il nostro internazionalismo è contro ogni guerra, sul serio, perché è anticapitalista.
E' in questo preciso atteggiamento che sta tutta la differenza rispetto a "proteste" emotive, spesso inconcludenti quando non utilizzate dal quadro politico di "opposizione" o dal solidarismo di stampo vaticano che, quando va bene, chiede interventi dell'O.N.U., o di indicare "vie" ai governi, o si schiera con una pretesa soggettività europea e con la sua "guerra temperata".
Noi, riaffermiamo la nostra nemicità a tutti i boia guerrafondai, grandi medi e piccoli, del nord e del sud del mondo, rifiutiamo di essere utilizzati nella presente lotta interimperialistica e confermiamo l'internità alle sofferenze, ai drammi ma anche alle lotte dei proletari di tutti i paesi che prima o poi imporranno la loro pace senza sfruttamento.
NOI NON ABBIAMO CONSIGLI DA DARE AL POTERE, NE' CHIEDIAMO ALL'OPPORTUNISMO BOMBAROLO UNA IMPOSSIBILE COERENZA; NOI INTERNAZIONALISTI, AL FIANCO DI TUTTE LE SEZION DEL PROLETARIATO UNIVERSALE, DISERTIAMO E LAVORIAMO ALLA TRASFORMAZIONE DI OGNI GUERRA DI SPARTIZIONE IN GUERRA DI CLASSE!

DA OGNI GUERRA DA OGNI FRONTE DA OGNI SPARTIZIONE
DISERTA!

COMITATO CITTADINO PER L'AUTONOMIA DI CLASSE - ROMA