Riportiamo una piccola relazione-impressione inviata alla lista del
network per i diritti globali come soccorsopopolare
Abbiamo partecipato alla riunione dI Genova del
GSF di ieri 25 giugno e riportiamo alcune impressioni in lista.
CALDO, CLIMA TORRIDO, assemblea sofferente, c'è
stato un mezzo svenimento di una compagna mentre parlava. Non è una notazione
di colore. Bisogna pensarci per luglio, specie per i cortei che si vogliono
inchiodare in percorsi assolutamente cementificati e desertici,
enormi..Sarebbe un disastro umano di notevoli proporzioni...Molto meglio le
proposte di prenderci la città, accerchiare i tiranni, incontrarci con la
gente dei quartieri. La sostanza delle nostre osservazioni climatiche è
questa: se siamo in un nuovo ciclo del capitale e
-vis-a-vis come piace ad alcuni- del suo antagonista ANCHE LE TATTICHE, IL
MODO DI FARE CONTRAPPOSIZIONE, DI FARE LE MANIFESTAZIONI, GLI SCONTRI, GLI
STRIKES, forse, dovrebbero essere diversI, nuovi. Perchè infatti
riprodurre lo schema secolare del corteo delle masse fatte confluire come
armenti sindacal-pellegini e dell'avanguardia, gli eletti, il partito i
dirigenti sull'immancabile palco che li eleva dagli armenti e le loro truppe
d'elite che si staccano per dare l'assalto ( che ridere) al palazzo
d'inverno?? schema già abbondantemente battuto??? Non è invece il numero la
nostra forza?? i tanti sfruttati contro i pochi sfruttatori, non abbiamo detto
che bisogna rovesciarli contro l'intera rete della cooperazione popolare?? E
INTANTO CHE LA SCADENZA CI SERVE A COSTRUIRLA???, non abbiamo detto di cercare
di rovesciare l'intera società civile contro i pochi tiranni?? semmai allora,
se dobbiamo andare indietro nel tempo, usiamo lo schema settecentesco della
rivoluzione francese, dei bottai che tirano fuori dalle botteghe le assi di
legno, dei club e delle feste di quartiere e di strada dove si univano le
donne e gli uomini del quartiere ai cittadini provenienti dalle altre città.
Il Vescovo di Genova ha rifiutato di installare in vescovado delle radio delle
truppe di occupazione e di ospitare delle armi...mi pare un bell'esempio
tattico..Ci rifiutiamo di farci cucinare in un massacrante corteo fatto
così per essere controllato davanti dietro sopra e ai lati, DOVE SE SIAMO
FORTUNATI RIUSCIREMO A SOPRAVVIVERE PER POI SCHIATTARE DEFINITIVAMENTE
ASCOLTANDO I PISTOLOTTI CHE CI SARANNO AMMANNITI DAL PALCO DEI DIRIGENTI...Le
masse vengono trattate da idioti. Se hanno stabilito una zona rossa, intanto
hanno stabilito che il resto comunque è verde e il resto comunque
possiamo prendercelo e assediarli. Tenere aggruppati e concentrati tutti
quelli che verranno significa tenerli separati dai quartieri popolari, dai
genovesi, NON FAR LORO ESPRIMERE ALCUNA INIZIATIVA PROTAGONISTA. E' molto più
democratica la festa degli alpini. Scusate lo sfogo.
Non è impossibile far prendere atto di queste
fondamentali esigenze politiche e di sopravvivenza al nuovo Gsf.
Ieri infatti ci è parso di cogliere una svolta.
Sono cambiati i rapporti di forza. Sono intervenuti con forza dei soggetti
"nuovi": i lavoratori. Sono passate le richieste dei Cobas e delle
RDB- Cub di assumere ufficialmente, come gsf lo sciopero e i cortei del 20, si
sono inseriti nel gruppo dirigente rappresentanti di queste organizzazioni (ne
sono uscite ridimensionate ci pare abbastanza drasticamente le tute bianche),
sono passate le richieste, che anche noi naturalmente abbiamo appoggiato, di
mettere la Danone in testa ai cortei. La Fiom ci è parsa in difficoltà, ma
ha accettato alla fine e anzi l'abbiamo incalzata dicendo che ci sembra
contraddittorio essere per la ricostruzione di un movimento operaio internazionale
antiglobalizzazione capitalista, come sostiene a ogni piè
sospinto Cremaschi e poi non partecipare con delle scadenze di sciopero il 20,
magari all'interno della lotta per il contratto. Il ché sarebbe di aiuto
alla visibilità della qualità nuova del movimento antiglobalizzazione, vale
a dire l'emergere della contraddizione principale, quella tra capitale e
lavoro. D'Amato l'ha ben compreso. Ci sono nel gsf stati numerosi interventi
di lavoratori anche liguri a favore di un'impostazione di movimento e non di
schieramento proistituzionale. Notiamo però ancora il permanere di vecchie
fratture. Si scherzava con uno degli operai di Imperia confrontando le
piattaforme di sciopero per il 20 di Cobas e rdb: i concetti sono identici ma
la comunicazione non c'è pur dicendo entrambi di voler essere nello stesso
percorso. Ci pare utile senz'altro dialogare (chissà perché mai adesso
si dice contaminarsi?) con tutti, ma soprattutto bisogna cominciare a
dialogare tra gruppi di lavoratori compagni.
Inoltre possiamo testimoniare che nella
riunione del gsf di ieri c'era uno spirito unitario e fattivo di lavoro
concreto nel costruire siti, informazione, radio, stampa. Insomma di
cominciare davvero la fase finale di moboilitazione. Particolarissima
importanza dovrà essere data al lavoro di network, di rete, dobbiamo unire
tutti i siti. Bisogna che compagni si trasportino a GENOVA DA SUBITO E
LAVORINO SUI SITI DI COLLEGAMENTO. E' UN ESIGENZA PRIMARIA. VANNO COSTRUITI,
COME DECISO, STRUMENTI UNITARI DI MOBILITAZIONE CAPILLARE, CI VOGLIONO ESPERTI
E TRADUTTORI CHE LAVORINO da subito. BISOGNA METTERSI TUTTI ADESSO AL
TAM-TAM Insomma diamo una valutazione positiva anche se non abbiamo seguito
tutti i lavori con assiduità assoluta, essendoci rifugiati per una sosta
con alcuni compagni del luogo in un bar sotto i portici del porto a rinfrescarci
con un buoN bicchiere di vino bianco fresco.
cordiali saluti a tutti e buon lavoro
p.s. il nostro intento di pochi vecchi compagni è
solo quello di fare qualcosa di utile alla composizione una new wawe, di una
nuova generazione di lotta- quella che si sta mettendo in campo- senza
alcunissima pretesa di rappresentazione o visibilità