----- Original Message -----From: PkrainerTo: Cerchio di G8Sent: Thursday, October 04, 2001 5:19 PMSubject: [Cerchio] I: [movimento] LA SOCIETA' CIVILE CONTRO LE TUTE BIANCHE
----- Original Message -----
From: Lucha Obrera <luchaobrera@yahoo.it>
To: <movimento@ecn.org>
Sent: Thursday, October 04, 2001 5:17 PM
Subject: [movimento] LA SOCIETA' CIVILE CONTRO LE TUTE BIANCHE
LA SOCIETA' CIVILE CONTRO LE TUTE BIANCHE
A Treviso sono centinaia gli immigrati che, pur in possesso di regolare
permesso di soggiorno e di un posto di lavoro, vivono in edifici abbandonati in condizioni del tutto precarie ed
estremamente disagiate.
Le strategie "tradizionali" (ad esempio il porsi come "garanti", quali
associazioni locali, per ottenere alloggi in affitto) non riescono a
superare le emergenze. L'ente locale preposto alla prima accoglienza,
ovvero il Comune, non intende occuparsi della questione nonostante le
sollecitazioni in merito e rifiuta di accedere ai finanziamenti statali e
regionali. La Giunta leghista è presieduta dall'ormai tristemente noto
sindaco Gentilini (le cui affermazioni razziste hanno fatto il giro del
mondo).
In questo contesto, si è formato a Treviso il Comitato M21 (fondato da
Wilma Mazza, Luca Casarini ed altri: tutti non trevigiani) a cui come
associazione antirazzista di donne NON abbiamo aderito, non condividendo le
pratiche aggressive e intimidatorie con cui eravamo già venute in contatto
e che sembrano essere il modo "consueto" di muoversi per questo gruppo.
L'M21, in più occasioni, ha rivendicato una sorta di monopolio della
rappresentanza degli immigrati.
Stante la situazione abitativa dei lavoratori stranieri sopra descritta, le
occupazioni di stabili (permanenti o simboliche) sono frequenti e
organizzate da gruppi diversi comprendenti ovviamente sia trevigiani che
immigrati.
Fra questi c'è Ivan Bettio, sindacalista cobas, che assieme ad un gruppo di
immigrati ha organizzato l'occupazione simbolica di una caserma in disuso
ed ha poi tentato l'occupazione permanente di alcuni edifici vuoti dell'ex
ospedale psichiatrico, luogo in cui altri locali erano stati occupati,
previa contrattazione con proprietari e forze dell'ordine, dall'M21 e da
una quarantina di immigrati.
Quest'ultima azione è stata giudicata, dai membri dell'M21, meritevole di
un "castigo" esemplare. Domenica 7 gennaio u.s., infatti, alle ore 15.00,
20 di loro si presentano a casa di Ivan: picchiano e strattonano lui e sua
moglie di fronte al bambino di 12 anni, rompono vasi di fiori per sfregio e
se ne vanno ricordando alle loro vittime di essere "peggio della polizia".
Fra loro c'è Sergio Zulian, del Centro Sociale Morion di Venezia, che è il
portavoce ufficiale dell'M21 a Treviso. Non contenti,
costoro segnalano Ivan come "disturbatore" delle loro attività alla
questura, facendolo chiamare a colloquio dalla polizia nei giorni
successivi.
Venuta a conoscenza della cosa (ho ancora nel sangue,
nella testa, negli occhi, il pianto disperato di Claudia, la moglie di
Ivan) ho ritenuto di portarla a conoscenza del nodo locale della rete di
Lilliput, di cui come Osservatorio delle donne facciamo parte, che ha
all'unanimità deciso di non avere contatti con il gruppo summenzionato, così come
hanno preso la stessa decisione il GIT locale di Banca Etica e la Sinistra
Giovanile di Treviso.
Maria G. Di Rienzo, Portavoce Osservatorio delle
donne "La Panchina"
Febbraio 2001