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From: grilloparlante
To: redditolavoro ; No OGM ; No global ; Movimento ; Forum Ambientalista ; sud ribelle
Sent: Sunday, September 16, 2001 8:54 PM
Subject: [no-ogm-ra] la deriva atlantica del movimento no global

La deriva atlantica del movimento no-global e

la scomparsa del Sud - Ribelle

 

Gli attentati negli Usa hanno inevitabilmente spostato l'asse dell'attenzione mondiale sul dolore e sulla volontà di vendetta e rivincita da parte di tutta la macchina militare ed economica dei padroni del mondo e di conseguenza indotto tutti gli stati suoi servi ad una prostrazione che mai si era verificata sin dalla fine della seconda guerra mondiale . I primi ad accorrere in ginocchio, e non poteva essere diversamente, i servi del governo di destra italiano che da sempre hanno visto nell'America un valido punto di riferimento sia culturale che di modello economico. Se un Bin Laden, o chi per lui, non esisteva si sarebbe dovuto inventare . Se mai fosse stato Bin Laden a commettere gli attentati e non qualche gruppo interno alla destra nazista americana , ricordiamolo sempre che questo personaggio è un puro prodotto della macchina militare americana, che gli fu molto utile contro il legittimo governo di Najbullah amico dell'allora Impero sovietico fino a riempirlo di miliardi di dollari e farlo diventare quello che oggi è. L'attacco alle Torri ed al pentagono, nella crudeltà per cui è avvenuto e nel coinvolgimento di tante vittime civili, ha posto il movimento antiglobalizzazione, in un girone infernale, nel quale subito, tutti i filo- americani e anti-movimento , esterni ed interni di sempre, ci si sono buttati a pesce. La risposta del movimento anti-global, invece di essere politica, è stata emotiva, invece di essere continuativa a ciò che si era iniziato con Genova ed il G-8 è stata nel fare enormi passi indietro, invece di essere di superamento del problema stesso interno alle problematiche della politica estera americana è stata invece di mantenimento inconsapevole dell'establichement occidentale. Torri o non Torri, Bin Laden o non Bin Laden, 20mila morti o cento o dieci o uno, nel panorama mondiale non cambia assolutamente niente, anzi il tutto contribuisce inevitabilmente ad accelerare processi economici, militari, di postazione geografica e di occupazione territoriale che gli americani ed i loro lacchè mondiali insieme ai processi finanziari tipici della globalizzazione avevano già messo in cantiere. Tutto quello che faranno oggi a seguito degli attentati lo avrebbero fatto domani, identico . Gettarsi a capofitto, di conseguenza in questa difesa del "popolo americano", o nelle prese di distanza da un terrorismo che non appartiene minimamente né alla cultura né alle lotte del movimento antagonista, oggi è come affiancarsi agli appelli pretestuosi alla pace che vogliono dire ancora guerra ai popoli kurdi e palestinesi , o agli appelli per l'unità dell'occidente che vogliono dire ancora embarghi contro Cuba,l' Iraq,la Serbia, la Libia, la Corea.

 

Capovolgere la situazione oggi, confermando quello per cui si è andato a Genova, vuol dire affermare un atto di coraggio, un imprimere al movimento anti-global una forza che gli appartiene e che ne fa la sua vera autonomia dai vari pappagalli di regime e dai centrosinistri guerrafondai e iniziatori delle guerre americane sull'Iraq e sulla Serbia. Dopo quanto succeso , non tornereste a manifestare ad Aviano contro i bombardamenti in Jugoslavia ? Non ritornereste a Sigonella contro i bombardamenti su Tripoli ? E né ritornereste a Genova contro il G8 ?

 

La globalizzazione marcia ugualmente e con più forza e se esistono i Bin Laden è proprio perché è la stessa globalizzazione che li produce, ecco perché la lotta alla Nato, all'americanizzazione della società occidentale, la lotta all'oppressione ed alle guerre del capitale, restano e devono restare punti fermi ed assolutamente attuali. Il problema del terrorismo è un problema tutto americano, dal quale è chiaro non ci sentiamo assolutamente appartenere, ma che proprio per questo l'America e gli stati suoi lacchè devono risolversi al proprio interno. Diversamente tutto diventa una deriva filo atlantica nel quale il movimento anti-global si troverà ingabbiato senza neanche accorgersene, trovandosi a sfilare a Napoli a fianco di Bassolino, Rutelli, Jervolino e via dicendo.

 

E' come se a Napoli nella guerra alla camorra il movimento sfili con le istituzioni ed i vescovi. Perché non lo ha mai fatto ? Eppure la camorra nel napoletano è stata ed è spietata, uccide vittime innocenti oltre che camorristi di altri clan. E di fiaccolate di Stato se ne sono fatte in grande quantità. Il ragionamento che si è sempre fatto a proposito è stato sempre quello che la camorra è un prodotto della stessa società capitalista e che la risoluzione del problema, va risolto alla radice, creando lavoro, occupazione stabile, e soprattutto liberalizzando i prodotti che questa vende ( prostituzione, droghe, sigarette ) eliminando così il contrabbando. Identico il discorso internazionale.

 

Capovolgiamogli la frittata rendendo centrali le problematiche attuali che non sono le Torri gemelle ! ma rimangono quelle di prima dell'11 settembre.

 

Fuori Israele dalla Palestina e costituzione dello stato palestinese. Basta con gli embarghi all'Iraq, a Cuba, alla Libia. Fuori la Turchia dall'Europa e terra ai kurdi e libertà per tutti i prigionieri politici chiusi nelle carceri turche, restituzione di Cipro alla Grecia e così via passando per tutte le problematiche che affliggono i popoli del mondo. Gli unici responsabili delle tragedie in tutto il mondo e degli attacchi alle Torri e al Pentagono sono gli Stati Uniti stessi. Così come i governi italiani ed i suoi servizi segreti furono responsabili di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, del treno Italicus e dell'abbattimento

dell' aereo su Ustica. Andare a manifestare a Napoli con questo intendimento acquisterebbe così un senso inverso e diverso alle opinioni attuali, e darebbe al movimento anti-global la sua giusta dimensione e storia, altrimenti tutto rischia di diventare una deriva filo americana della quale lo stesso Mussi si è spaventato.

 

Da tutto questo dibattito è scomparso il Sud Ribelle. Un esperienza importante che è partita prima di Genova e che è naufragata tra lo stadio Carlini e il campeggio di Don Vitaliano. Sud ribelle era il legame con il territorio meridionale, e mai come in questa occasione avrebbe potuto essere il collante di una serie di iniziative che sarebbero sfociate nella manifestazione del 27 settembre. Chi ne ha avuto paura non si sa. Fatto sta che da Genova in poi non è stata possibile organizzare una sola riunione meridionale, né una sola manifestazione che dichiarasse come la militarizzazione del territorio meridionale passa anche attraverso i processi di difesa che sono in seno alla ristrutturazione di questa macchina militare americana che ancora di più ingigantendo il pericolo islamico chiederà ancora più territori al sud.

 

Per questo inviterei tutte le organizzazioni del sud ad aprire la manifestazione del 27 settembre con uno striscione contro la Nato e l'America lasciando da parte i vaghi appelli contro le guerre ed i terrorismi alle marce pacifiste preparate per Assisi alle quali accorreranno i pacifisti-guerrafondai, gli ambientalisti di facciata e tutti quegli scherani finti anti-global vogliosi di apparire in televisioni , bevitori di coca cola e mangiatori di hamburger.

 

Francesco Cirillo

del sud ribelle Calabria

 

risposta di soccorsopopolare-f sulla lista no-ogm-ra  (17 set.-01 h10.21)

 

Nel Veneto una serie di circoli, centri sociali, piccole organizzazioni abbiamo riconfermato le manifestazioni contro il convegno dello scudo stellare e contro la guerra a Vicenza (davanti allla grande base americana) per il 6 ottobre. parole d'ordine etc in http://venetocontrog8.net. naturalmente tutta la destra del movimento  ha cercato di far slittare la scadenza, annullarla...sarà da raccontare tutta la trafila.  E le manovre non sono affatto finite......Anche ad Aviano si sta cercando di mettere in piedi una scadenza che doveva essere per il 30 settembre, ma che sta subendo "ritardi" sempre da parte della stessa area...Quelli che "investono" come ho sentito dire da un compagno in una riunione a Genova in politica, vale a dire nei forum, vale a dire negli accordi con tutte le associazioni riconosciute del precedente ciclo, coi capi e capetti, ceto politico di seconda fascia, più declinante che emergente, SI SBAGLIANO. E' un'epoca nuova questa, non la nuova frontiera o il nuovo ordine, ma la nuova guerra. C'è spazio solo per gli scouts, le guide che setacciano la prateria davanti al forte delle giacche blù (magari fingendosi amiche degli indiani) e poi...
 
BISOGNA MOBILITARSI SUBITO CONTRO LA GUERRA, A PARTIRE DALLE PROPRIE REALTA' ANCHE MINIME, COLLEGANDOSI ALLE CAMPAGNE VERE DI MOVIMENTO, PER ESEMPIO GLI AMERICANI TENTANO DI MANIFESTARE CONTRO LA GUERRA IL 29 SETTEMBRE A WASHINGTON. PERCHE' NON METTIAMO IN CANTIERE UNA MARCIA ASSISI-ROMA? CHE SENSO HA ANDARE A DIRE CHE VOGLIAMO LA PACE A SAN FRANCESCO?? SAREBBE DA URLARGLIELO PIUTTOSTO A CIAMPI, BERLUSCONI, D'ALEMA...
purtroppo però temo che il tempo degli equilibrismi, del virtualismo, delle speranze messianiche in un aldilà di pace non sia affatto finito e sia al contrario pompato dai media ad ovvi scopi benefici e pacifici (nel senso di controllare il conflitto). tutti abbiamo presente quanto sia stato fruttuoso in epoche di vacche grasseper banche banchieri (de te ciampi...) controllare assieme maggioranza e opposizione..lo stesso cercano di fare in epoche di crisi..solo che i sistemi verso i veri oppositori stanno cambiando...
 
nello specifico afgano non sarà da stupirsi quando diversi gli "studenti" delle scuole coraniche inviati dal Pakistan e dall'Arabia saudita in missione  (i quali come atto simbolico della loro presa del potere hanno subito impiccato a un lampione a Kabul Nagibullah ) diventeranno mullah delle unità dei marines. mi pare che abbondino negli Usa reverendi e predicatori del tipo di Farrakan...questi sono i tempi e le prospettive di investimento politico...qualcuno da Assisi potrebbe transitare direttamente nei francescani e di là a Mediugorie e ancora più avanti in Bielorussia, Ucraina etc...forza crociati della pace!