Sabato 6 Ottobre 2001
Montecchio blindata e paralizzata ma il corteo anti-guerra non fa guai
Circa trecento divise hanno ’scortato’ un centinaio di manifestanti di
Spartakus
(p.e.) Montecchio Maggiore un pomeriggio così non l’aveva mai vissuto. Uno
spiegamento di forze dell’ordine eccezionale con uomini provenienti da
Padova, Bologna, Milano, Laives (Bolzano), Mestre, Gorizia: decine di mezzi
blindati di polizia e carabinieri schierati, per un totale di circa 300 uomini
in divise con casco, scudo e sfollagente. Il tutto per far fronte al
corteo contro il convegno sullo scudo stellare (vedi sopra) organizzato dal
collettivo Spartakus assieme ad altre organizzazioni di Vicenza, Schio,
Bassano e Padova. Ed erano attesi manifestanti anche da Milano, Verona,
Venezia e (molto temuti) da Bologna. Proprio per attenderli gli organizzatori
hanno rinviato la partenza di oltre due ore, inondando piazza Carli
e le case attorno di musica a tutto volume. Non ne sono arrivati molti, anche
perché la manifestazione anti-guerra era curiosamente spaccata in due:
il "Vicenza social forum" non aderiva al corteo e manifestava in
piazza S. Paolo ad Alte.
Alla fine, al momento del segnale di partenza dato al microfono da Elia Rosati (Spartakus),
i manifestanti erano meno di un centinaio. Alle 16 si sono mossi
verso il centro di Montecchio con un furgone che diffondeva messaggi e musica,
alcuni striscioni contro la guerra e le spese per lo scudo
stellare, bandiere (molte rosse, ma anche una dell’Iraq e una anarchica),
tamburi e slogan ripetuti contro la guerra, la Nato, gli Usa, i
presidenti Bush e Berlusconi, la polizia.
A colpire comunque era lo schieramento di forze dell’ordine. L’elicottero
della polizia in cielo, una schiera di poliziotti e carabinieri davanti,
ai lati e dietro, con un seguito di una quindicina di mezzi con i lampeggianti.
Sotto gli occhi stupiti dei montecchiani il corteo si è mosso
lentamente - con qualche tentativo di fuoriuscita da parte di gruppetti di
manifestanti bloccati dagli agenti - fino all’incrocio con corso
Matteotti, ovvero il punto più vicino del percorso a villa Cordellina. Lì il
corteo si è fermato a lungo, ma il rischio di scontri con le forze
dell’ordine è rimasto tale. Tutto si è risolto con sit-in, musica,
interventi al microfono, slogan contro «i signori della guerra che sono a villa
Cordellina: vogliono guerra infinita e avranno mobilitazione infinita» .
Poi ancora corteo lungo le strade del centro, con le serrande abbassate, fino al
ritorno a piazza Carli verso le 18.
Nel frattempo Montecchio è stata messa in ginocchio sul piano del traffico: nel
primo pomeriggio erano state chiuse le vie interessate e anche quella
della Cordellina: «siamo blindati», commentava il sindaco Giuseppe Ceccato,
che ieri aveva chiesto in soccorso (pagando il servizio) anche 10 vigili di
Vicenza e 6 di Arzignano, oltre ai 15 castellani dei quali uno, Alessandro
Rigolon che era in servizio dalla notte, è rimasto ferito in un incidente lungo
la statale.
Circa duecento, invece, i partecipanti alla manifestazione contro la guerra in
piazza S. Paolo ad Alte, con interventi anti-guerra al microfono e una
schiera di gazebo: sindacati confederali, commercio solidale, Rifondazione
comunista e altre associazioni come Arciragazzi che ha organizzato giochi
per bimbi. Tra i partecipanti anche gli ex yabastini, che hanno deciso di
accettare l’offerta di un incontro con il sindaco Enrico Hüllweck: «Andiamo
a sentire che proposte ci fanno, non per ripetere quello che
diciamo da anni» , precisa Francesco Pavin.
Oggi pomeriggio gli ex yabastini dalle 15 saranno a manifestare in piazza
Matteotti, mentre le organizzazioni contro la guerra saranno in Campo
Marzo (sempre dalle 15) con l’iniziativa "No fly zone".