...una traduzione veloce
Non siamo d’accordo con le sue guerre, né con la sua Pace.
Per la prima volta nella storia i NordAmericani soffrono sul proprio suolo “gli orrori della guerra”.
In un momento New York ci ha ricordato Bagdad, Belgrado, la Cisgiordania, il Vietnam, Panama, L’Indonesia, Hiroshima e tanti altri.
Le immagini dei volti con paura e pianto, che cercano i propri familiari, non erano Iracheni, dopo i missili made in USA su Bagdad, non erano bambini Vietnamiti che bruciavano per il napalm, non erano serbi che correvano tra le rovine di Belgrado. Non erano neanche argentini, uruguayani o cileni scomparsi per opera dell’ ESMA o dello Stato Nazionale dittatoriale finanziato dalla CIA.
Il WTC ed il Pentagono sono stati attaccati come simboli del potere economico e militare dell’imperialismo Yankee.
Però, chi è il responsabile, chi ha messo in pericolo la popolazione nordamericana?
Il potere della EU s’indirizza verso il medioriente, però i veri responsabili devono cercarli nelle proprie nazioni. Questi imperialisti, che durante più di un secolo, hanno perpretato innumerevoli crimini e genocidi contro i popoli del mondo con la loro spoliazione economica, con gli attacchi militari, con la distruzione selvaggia delle risorse e i disastri ecologici.
Per questo, su tutto il pianeta ci sono milioni di uomini e donne che li odiano, per questo ci sono milioni di uomini e donne che si rallegrano. Più di un secolo di guerre e genocidi per estendere il loro potere economico su tutto il pianeta, l’identifica come la principale causa delle ingiustizie e delle sofferenze dei popoli del terzo mondo. Per questo sono odiati, e la distruzione del Pentagono e delle Torri si percepiscono come una piccola vittoria e molti festeggiano, non la perdita di vite innocenti, ma, la vulnerabilità del colosso che non è invincibile.
Adesso chiedono appoggio per uscire dalla vergogna eleggono un nuovo domino e decidono la vendetta, però questa è una scusa. Hanno bisogno della guerra in Medioriente per consolidare il proprio dominio in una zona di risorse naturali strategiche. Hanno bisogno della guerra per incentivare la loro industria militare, uno dei motori dell’economia nordamericana, in questa tappa di stasi dove s’intravede il fantasma di una grande recessione.
I governi europei, vermi vergognosi del gendarme, serrano le fila dietro di lui. Tra tutti, più vergognoso quello che più si sforza di distaccarsi come il verme più servile, è il governo spagnolo, disposto a tutto ciò che chiede il suo padrone, Ad inviare truppe a morire nei deserti e nelle montagne dell'Afghanistan, dell’Iran o dell’Iraq.
Ci sono altri vermi molto efficaci tra i media di comunicazione dominati dalle grandi agenzie, in gran parte nordamericane, che manipolano i fatti, bombardando mascolinamente le opinioni che vengono da Washington, pretendono di convincerci dei loro piani.
E’ patetico vedere l’informazione delle televisioni europee, udire la maggior parte delle radio pubbliche e private, allineate tutti con il padrone, egli che si trova sulla punta della PIRAMIDE DEL POTERE, che indica le direzioni e come dirci cosa succede.
Comunque non hanno diritto ad una nuova aggressione. Non hanno diritto a bombardare popoli indifesi con le loro terribili macchine militari. Non hanno diritto ad occupare territori che non gli appartengono, causando più distruzione e più ingiustizie.
In quest’ottica, tutti noi che ci opponiamo a i loro piani passiamo come nemici. Come dice il petroliere della Casa Bianca: “O siete con noi, o siete contro di noi”.
I movimenti di liberazione dell’America Latina e dell’Asia, i senza terra del Brasile, la lotta dei Zapatisti, la resistenza dell’Intifada, il movimento contro la globalizzazione capitalistica in Europa, il movimento di liberazione nazionale basco, quelli dell’Irlanda del Nord che lottano contro l’occupazione inglese. Tutti siamo suoi nemici. Tutti noi che non accettiamo il pensiero unico che i loro politici ci vendono a sangue e fuoco, siamo i loro nemici.
Tutti quelli che cerchiamo di organizzare la resistenza contro il loro modello di maggior concentrazione delle ricchezze in poche mani e miserie, ingiustizie e dolore per la maggior parte degli uomini, siamo i loro nemici.
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Non permettiamo una nuova aggressione dell’imperialismo Yankee
Askapena - Bilbo
NO ESTAMOS DE ACUERDO CON SUS GUERRAS
PERO TAMPOCO ESTAMOS DE ACUERDO CON SU PAZ
Por primera vez en la historia, los norteamericanos sufrir en su propio
suelo "los horrores de la guerra". En un momento Nueva York nos
recordó
a Bagdad, Belgrado, Cisjordania, Vietnam, Panamá, Indonesia, Hirshima, y
tantos otros. Las imágenes de rostros con miedo y llanto buscando a sus
familiares no eran iraquíes después de los misiles made in USA sobre
Bagdad, no eran niños vietnamitas ardiendo bajo el napalm, no eran
serbios corriendo entre escombros por Belgrado. Tampoco eran argentinos,
uruguayos o chilenos desaparecidos de la ESMA o del Estadio Nacional por
dictaduras financiadas por la CIA.
El World Trade Center y el Pentágono fueron atacados como símbolos del
poder económico y militar del imperialismo yanqui.
Pero, ¿quien es el responsable? ¿Quién puso en peligro a la población
norteamericana? El poder de EE. UU. señala hacia Oriente Medio, pero los
verdaderos responsables tienen que buscarlos dentro de sus propias
entrañas. Esos imperialistas que a lo largo de más de un siglo vienen
perpetrando innumerables crímenes y genocidios contra los pueblos del
mundo con su explotación económica y sus ataques militares, con la
destrucción salvaje de los recursos y los desastres ecológicos. Por eso,
a lo largo del planeta, hay millones de hombres y mujeres que los odian.
Por eso hay millones de hombres y mujeres que se alegran. Más de un
siglo de guerras y genocidios para extender su poder económico por todo
el planeta, les identifica como el principal causante de las injusticias
y los sufrimientos de los pueblos del tercer mundo. Por eso se les odia
y el derrumbe del Pentágono y las torres se toman como una pequeña
victoria, y muchos festejan, no la pérdida de vidas inocentes, sino la
vulnerabilidad del coloso que no es invencible.
Ahora piden apoyo para tomarse venganza. Eligen un nuevo demonio y
deciden la revancha. Pero eso es una excusa. Necesitan de la guerra en
Medio Oriente, para consolidar su dominio en una zona de recursos
naturales estratégicos. Necesitan de la guerra para incentivar su
industria armamentista, uno de los motores de la economía
norteamericana, en esta etapa de estancamiento donde planea el fantasma
de una gran recesión.
Los gobiernos europeos, lacayos vergonzosos del gendarme, cierran filas
detrás de su amo. Y de todos, el más vergonzoso, el que más se
esfuerza
en destacarse como el lacayo más servil, está el gobierno español,
dispuesto a todo lo que pida su amo, incluso a enviar tropas a morir en
los desiertos y montañas de Afganistán, Irán o Irak.
Tienen otros lacayos muy eficaces en los medios de comunicación
dominados por las grandes agencias, la mayoría norteamericanas, que
manipulando los hechos, bombardeando machaconamente las opiniones que
emanan de Washington, pretenden convencernos de sus planes. Es patético
ver los informativos de las televisiones europeas, oir a la mayoría de
las radios públicas y privadas, alineados todos con el amo supremo, el
que está en la punta de la pirámide del poder, quien les marca las
directrices de qué y cómo decirnos lo que pasa.
Pero no tienen derecho a una nueva agresión. No tienen derecho a
bombardear pueblos indefensos con su terrible maquinaria militar. No
tienen derecho a ocupar territorios que no les pertenecen causando más
destrucción y más injusticia.
Y en este marco, todo los que nos opongamos a sus planes pasamos a ser
sus enemigos. Como dijo el petrolero sureño de la Casa Blanca: "o están
con nosotros o están contra nosotros". Los movimientos de liberación de
América Latina y de Asia, los Sin Tierra de Brasil, la lucha de los
zapatistas, los resistentes de la Intifada, el movimiento contra la
globalización capitalista en Europa, el Movimiento de Liberación
Nacional Vasco, los de Irlanda del Norte que luchan contra la ocupación
inglesa. Todos somos sus enemigos. Todos los que no aceptemos el
pensamiento único que sus políticos nos venden a sangre y fuego somos
sus enemigos. Todos los que tratemos de organizar la resistencia contra
su modelo de mayor concentración de las riquezas en unas pocas manos y
miserias, injusticias y dolor para las grandes mayorías, somos sus
enemigos.
NO
PERMITAMOS UNA NUEVA AGRESIÓN DEL IMPERIALISMO YANQUI
ASKAPENA