mestre donna migrante parla in piazza ferretto, era ieri 6 ottobre 2001
mille secondo il TG 3 REGIONALE
> Cinquecento per la polizia, 2000 per gli organizzatori: una folla
> multietnica chiede lavoro e casa. Striscione dei musulmani per
> la pace
> «Non siamo strumenti di lavoro»
> Gli extracomunitari in corteo contro la nuova legge sull'immigrazione
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> MESTRE. Cinquecento secondo la Questura, duemila per gli organizzatori.
> Guerra di cifre al corteo di extracomunitari che ha percorso,
> al ritmo dei tamburi, il centro di Mestre per dire no alla nuova legge
> sull'immigrazione voluta dal governo Berlusconi. Per la prima volta,
> gli extracomunitari veneziani scendono in piazza e sono i protagonisti
> della protesta assieme alle loro comunità. In prima fila
> senegalesi, islamici, guineiani, nigeriani, tunisini, coordinati dagli
> dagli immigrati dal Bangladesh che scandivano i passi dei manifestanti
> e assicuravano il servizio d'ordine.
> «Siamo tutti clandestini», slogan scandito tra decine di bandiere della
> Fiom, al ritmo della musica etnica. Due tunisini sventolano un
> vessillo pacifista. «Certo che vogliamo la pace - spiegano - siamo
> musulmani, non siamo terroristi». In prima fila i cittadini del
> Bangladesh. Hossain è in Italia da 12 anni. «Contesto la nuova legge
> perchè impedisce l'ingresso se non si ha già un lavoro. E'
> impossibile. Anche io ero clandestino, adesso faccio il gruista». Un
> connazionale aggiunge: «Il problema della casa è davvero grave.
> Si fa fatica a trovarne una e gli affitti sono altissimi».
> Diene, senegalese, distribuisce volantini. «Sono qui da 3 anni. Non ho
> il permesso di soggiorno, cerco un lavoro ma non voglio andare
> a vendere borse a Venezia».
Volti della prima manifestazione che vede per protagonisti gli immigrati
nella difesa dei propri diritti.
> «All'inizio pensavamo ad una semplice assemblea - dice Paolo della Rete
> Antirazzista - poi è arrivato questo grande risultato. Gli
> immigrati chiedono di avere gli stessi diritti e doveri nostri e di non
> essere solo strumenti di lavoro». Sfila anche Rifondazione comunista
> ma senza bandiere. «Adesso sono un soggetto sociale reale», dice Renato
> Cardazzo. «Cinquant'anni fa la convenzione di Ginevra
> affermava che andavano accolti tutti coloro che sfuggivano da
> oppressione e bisogno senza chiamarli clandestini, bensì profughi o
> rifugiati - dice Alessandro Sabiucciu, assessore provinciale al lavoro -
> La nuova legge calpesta quella convenzione». Sabiucciu
> contesta non solo l'idea del contratto di soggiorno ma anche quella
> dello sportello unico per gli immigrati. «A gestirlo non saranno gli
> enti locali, i Comuni o le Provincie - spiega durante il comizio finale
> - ma la Prefettura. Una scelta fortemente centralista e di destra». Al
> coro di protesta si uniscono i Verdi Colomba e il forum per i diritti di
> cittadinanza. Unica nota polemica quella del sindacato autonomo di
> polizia. «Durante il corteo in via Piave alcuni giovani hanno strappato
> i manifesti della nostra campagna "Chi difende i difensori"- dice
il
> segretario Franco Maccari - Sono stati redarguiti dai residenti. Era una
> manifestazione per la tolleranza, ma per qualcuno non è stato
> così».

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