La Cub aderisce al Genoa Social Forum:  

per la globalizzazione delle lotte dei lavoratori

 Dal 20 al 22 luglio si riuniranno a Genova i rappresentanti dei governi
 degli 8 paesi più industrializzati del mondo. Che cosa vengono a fare?
 Sappiamo benissimo che non sarà in questo consesso che decideranno le loro
 politiche, già definite in altre sedi meno esposte agli occhi dei media ma
 non per questo meno importanti: il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la
 Banca Mondiale (BM), L'Organizzazione del Commercio Mondiale (WTO), ma in
 quell'occasione forniranno una patente di legittimità ed un manto di  demagogia formale alle decisioni che questi organismi hanno già preso, senza  aver mai avuto alcun diritto di farlo.
 Che cosa hanno già fatto e con quali risultati. I risultati delle loro decisioni, finalizzate a
garantire la supremazia del profitto rispetto a qualsiasi altro valore
(diritto alla sopravvivenza, alla salute, all'istruzione, alla casa, a regole sindacali e civili, alla
 democrazia, all'integrità del territorio, al futuro dell'umanità), tanto per fare qualche esempio, sono sotto gli occhi di tutti.

 Il 20 % della popolazione mondiale consuma l'80 % delle risorse del  pianeta;
· 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione;

 · 15 milioni d'individui muoiono ogni anno per malattie infettive, spesso  impossibilitati a curarsi dall'elevato costo dei medicinali
 · 1.300.000.000 di persone vivono con meno di un dollaro al giorno;

Grazie a queste politiche il divario tra paesi ricchi e paesi poveri è destinato ad aumentare.
I paesi poveri, dopo essere stati spogliati delle loro risorse ormai  saldamente in mano alle multinazionali, sono ora costantemente ricattati dai  debiti con i paesi ricchi - nuova forma d'usura internazionale - che gli impongono riforme liberiste e antipopolari svalutazione delle monete  locali, libera circolazione di merci e capitali stranieri, riduzione della spesa pubblica (istruzione e sanità), privatizzazione delle imprese statali,  sfruttamento senza limiti delle risorse
naturali), destinate ad aggravare la  loro sudditanza e le loro condizioni di vita.
Ma anche nei paesi ricchi come l'Italia l'applicazione del governo mondiale  dell'economia porta i suoi frutti.
I diritti e le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone  peggiorano quotidianamente grazie ad una deregolamentazione, accettata anche dalle maggiori forze politiche e sindacali, che in nome della concorrenza e del profitto, con il costante ricatto di trasferire stabilimenti e
produzioni nel sud del mondo, erodono velocemente le conquiste economiche e normative di decenni di lotte operaie. Vengono così reintrodotte e  generalizzate forme di lavoro quali il lavoro interinale ed il precariato, senza garanzie di condizioni e di durata,creando un esercito di lavoratori occasionali costantemente sotto il ricatto della disoccupazione ed  impossibilitato pertanto a difendere anche quei diritti che gli si  riconoscono sulla carta.


 Come reagire


 Per questi motivi, consapevoli della necessità di allargare i confini delle  nostre lotte, in un'accezione europea e mondiale dell'economia, aderiamo al Genoa Social Forum, decisi a boicottare la festa dei Grandi del Mondo con  una prima giornata di lotta e mobilitazione
durante il vertice, promovendo  insieme alle altre forze del sindacalismo di base per il giorno
20 luglio 2001 uno sciopero generale di 8 ore  contro la globalizzazione, la flessibilità ed il
precariato, per i diritti  dei lavoratori di tutto il mondo, cominciando a recuperare quelli perduti
 dai lavoratori di casa nostra.