A  Feltri, alla Fallaci

Vergognatevi e pentitevi! Siete solo  delle ombre oramai

 

 

Oggi  1  ottobre dell’anno 2001 Fabio Gallici gallici.snc@libero.it  ci ha scritto a noallaguerra@libero.it:

 

Carissimi leggete attentamente questo articolo scritto da una grande
scritrice, giornalista, laica, e siate un pò meno cinici e più obbietivi.
Grazie.

 

 

Caro Gallici ci hai fatto un favore, in particolare allo scrivente. Finalmente abbiamo la famosa lettera della Liliana Fallaci, ” Punto e basta.”!  Eccola la lettera della Fallaci. La mettiamo in link per tutti quelli che la vorranno vedere. Ne parlavano così tanto. L’abbiamo letta. Dapprima  ci è venuto su un moto di pietà non è il caso di prendersela con  tanto delirio senile, con tanto affastellamento umorale e rancoroso.

 

Però poi abbiamo considerato l’uso di massa che se ne fa per propagandare la guerra che viene la repressione, il razzismo e percio esprimiamo considerazioni, fatte a caldo ed invitiamo chi vuole dei nostri quattro lettori  ad esprimersi.

 

Non stupisce che Oriiana Fallaci che si richiama a una sua militanza in Giustizia e Libertà si sia infine ricomposta corporalmente con quell’anima che già nel ventennio fascista lì aveva trovato rifugio, quell’anima del liberalesimo italiano da cui doveva poi uscire tutta la dirigenza della banca d’Italia e di parte della finanza. Quell’anima  (Sforza ad esempio)cui le elites repubblicane e democratiche americane avevano destinato l’Italia, non fosse per la loro mancanza di appoggio popolare e per la necessità di arruolare  i primi fondamentalisti della  storia contemporanea di cui si servirono gli americani, i democristiani.

 

Ma quello che abbiamo sottomano e che solo Feltri può appunto celebrare come  inno, non è che l’espressione di problemi umorali  vicini al delirio. Lo scritto in prima impressione fa pena. E’ l’urlo di una donna piena di livore e di acredine, di paura, cui le peripezie del fisico e del quotidiano hanno sottratto del tutto lucidità. E’ obbrobrioso vedere utilizzata dai media una povera donna in queste condizioni. Non è accettabile però la diffusione di massa di quel livore razzista, che già si poteva vedere in atto anni fa (ricordo una sua intervista rancorosa a Gheddafi) e che la portava a inveire più che a documentare alcunché.

 

In questo caso, veramente ignobile è quel suo inveire da vecchia battona vigliacca contro Arafat. Probabilmente l’uomo l’aveva già giudicata a suo tempo. Rimonta senza controllo alla superfice tutto il suo livore, il suo odio razzista. Ne escono enumerazioni e concetti che nenache il miglior Borghesio ha mai fatto, contro Arafat, i palestinesi, gli italiani

 

(“L’Italia squallida imbelle, senz’anima dei partiti presuntuosi e incapaci che non sanno né vincere né perdere pero sanno come incollare i grassi posteriori dei loro rappresentati alla poltroncina di deputato..in italia i fascisti si dividono in due categorie i fascisti e gli antifascisti..i giovani affogano nell’ignoranza più spaventosa, nella superficialità più straziante..i giovani non sanno al massimo sanno recitare la comoda parte degli aspiranti terroristi in tempo di pace e democrazia , sventoilar bandiere nere , nascondere la faccia dietro i passamontagna. , i piccoli sciocchi gli inetti. ..)

 

Ah Oriana, sei una donna perduta.. sei una brutta persona, squallida, tu non sei una cicala, se una cornacchia oramai spelacchiata… Mentre tu te ne stavoi nel tuo appartamento a Manhattan nei tuoi lucenti States ( ah il tuo odio e il tuo furore per il giocattolo infranto,  per lo specchio infranto della tua falsa coscienza)  Carlo Giuliani che tu  non hai il coraggio di nominare, moriva sul selciato di Genova, e i ragazzi e le ragazze palestinesi palestinesi morivano nei loro paesi e  le ragazze  e i ragazzi della della Colombia, dell’Indonesia di tanti altri paesi morivano. Certamente tu non hai un briciolo di rispetto per loro, li hai invano inseguiti, ma non ce l’hai mai fatta a raggiungerli..  Sei andata a new York a vivere di rendita. Di certo non eri ad Atene alla manifestazione contro la guerra.  Tu non hai rispetto né di loro  né di chi è morto né di chi muore né di chi morirà.

 

Ma neanche del tuo paese e del tuo popolo, dell’Italia e degli Italiani tu hai il minimo rispetto, basta leggere gli epiteti con cui ci gratifichi tutti, italiani di tutti i colori e le età. Punto e basta ficcatelo dove vuoi.  Le tue nozioni storiche, letterarie antropologiche sono una paccottiglia nauseabonda di luoghi comuni Solo un branco di jene può utilizzzare il tuo scritto, può utilizzarti per seminare a piene mani razzismo, qualunquisamo, odio, per farci combattere gli uni contro gli altri in nuove risse, nuove crociate. Crociate ancor più malefiche di quelle di un tempo.. Scanniamoci dunque perché nulla cambi, e perché tu possa passare i tuoi giorni felici a New York perche tu possa passare i tuoi giorni felici a New York in qualche bell’ appartamento con vista sul parco dove le tue rendite fluiscano continue e abbondanti, fregandotene se per fartele arrivare lassù quattro o cinque miliardi di digraziati sono gettati in gironi sempre  più bassi. Credo di averti fotografata mentre preparavamo l’andata a Genova e credo di aver fotografato anche il tuo antagonista.

 

Oriana sei una donna perduta. E anche tu Feltri,  vergognati e pentiti!  Non è lontano il giorno in cui  i bambini  schiavi che cuciono le Nike  chiederanno il conto delle tue serate alla roulette del casinò di Montecarlo. Non siete altro che ombre oramai.

 

2-10-01 noallaguerra