MAR CASPIO: OBIETTIVO STRATEGICO DI WASHINGTON IN ASIA
CENTRALE.
By Cecil Williams
Via Workers World News Service
Reprinted from the Oct. 4, 2001
pubblicazione del giornale Workers World (
Mondo Operaio )
Traduzione di Curzio Bettio di
SoccorsoPopolare di Padova
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"Nuova guerra dell'America!"
Questo è come la CNN chiama i piani del
Presidente George W. Bush di bombardare ed invadere l'Asia Centrale e il Medio
Oriente.
Tuttavia, non vi è niente di molto nuovo
rispetto a questo.
Le bombe e i missili USA hanno ammazzato
centinaia di migliaia di civili in Iraq,
Libano, Palestina, Sudan, Somalia e in
Afghanistan, solamente negli ultimi venti anni. Senza dubbio moltissima gente in
queste regioni ha acquisito una profonda ripugnanza per gli Stati Uniti.
Quando gli investigatori indagano su un
omicidio, comunque, la loro prima domanda non è: "Chi odiava la
vittima?". Loro cercano di sapere a chi porta giovamento il crimine. Le
morti dell'11 settembre, più di 6000 persone e fra queste molti mussulmani, non
hanno prodotto alcun vantaggio per il mondo Islamico. Ma per qualche individuo
ricco e potente negli Stati Uniti, la tragedia produrrà un vantaggio
sicuramente a piene mani.
"Dall' 11 settembre l'opposizione
all'aumento delle spese militari si è dissolta," così riportava il New
York Times il 22 settembre. Questo dovrebbe rendere l'impudente Pentagono
assolutamente felice. Proprio pochi mesi prima il Pentagono si era pubblicamente
lamentato di non avere ricevuto il gigantesco budget di aumento, che si sarebbe
aspettato dopo l'elezione di Bush come Presidente.
Il Ministro della Difesa si era lagnato di
non avere potuto ricevere i fondi per costruire un "esercito per il
Ventunesimo Secolo." Ora il Congresso non solo ha stanziato per il
Pentagono un aumento straordinario, ma i Democratici hanno dichiarato che non
avrebbero più a lungo mosso alcuna obiezione allo sporco intrigo politico del
sistema missilistico antibalistico (Scudo Spaziale), voluto da Bush.
Quando generali, ammiragli, e ministri della
difesa si ritirano dal servizio attivo dell'Esercito, di solito assumono
incarichi presso le gigantesche Compagnie che operano per la difesa, come la
General Electric e la Lockheed Martin. Queste Compagnie sono "sicuramente i
beneficiari della tragedia dell'11 settembre,"; questo ha scritto il New
York Times!
Dunque vi è una gang, una banda in divisa
militare all'Agenzia per la Sicurezza Nazionale, alla CIA, al FBI e nel Servizio
Segreto. Senza contare che a capo del nuovo Ufficio per la Sicurezza della
Patria è stato assegnato il boia camerata di Bush, il Governatore della
Pennsylvania, Tom Ridge. A costui sono stati promessi finanziamenti e poteri che
anche di recente mai avrebbe sognato.
In verità la CIA ha creato dietro le quinte
l'organizzazione di Osama bin Laden, nel 1980, per attaccare le truppe
Sovietiche e il Governo progressista in Afghanistan.
Come vice-Presidente, George Bush Senjor
diresse l'operazione. Per incarico e secondo il piano dell'Agenzia, le milizie
di bin Laden hanno assassinato insegnanti, medici ed infermiere, hanno sfigurato
donne che si erano tolte il velo e hanno abbattuto aerei civili di linea con
missili Stinger, forniti dagli USA. Il popolo Afghano ha denominato le forze di
bin Laden " la Confraternita di Satana."
La guerra dell'Afghanistan è stata la più
grande operazione segreta nella storia della CIA. Questa è stata pagata in
parte dal traffico di eroina. Molti di coloro che hanno preso parte
all'operazione sono stati reclutati dai Servizi Segreti dell'Egitto, del
Pakistan, e dell'Arabia Saudita e non sapevano che stavano lavorando per la CIA.
Nel 1990 e nel 1991 la CIA ha usato la banda
di bin Laden per le operazioni contro l'Iraq. Più di recente questo gruppo ha
condotto all'esterno operazioni contro i Russi in Cecenia e nel Daghestan e ha
partecipato ad operazioni, dirette in segreto dagli Usa, contro la Yugoslavia.
Comunque, nessuno ha guadagnato più delle
grandi Compagnie petrolifere come Exxon, Mobil, Chevron e degli altri grandi
monopolisti del petrolio. Per 10 anni costoro hanno costruito macchinazioni per
allungare le proprie mani sul vasto bacino di petrolio e di gas naturale
dell'Asia Centrale dell'ex Unione Sovietica, proprio a nord dell'Afghanistan.
Come conseguire questo obiettivo, è stata la
priorità della politica estera USA, sin dalla caduta dell'Unione Sovietica.
Il 12 febbraio 1998, nella relazione al House
Committee on International Relations, Unocal Corp, il vice Presidente per le
Relazioni Internazionali John J. Maresca attestava l'importanza di questa
regione: "La regione del Mar Caspio contiene impressionanti riserve ancora
vergini di idrocarburi….
"Abbiamo avuto le prove di riserve di
gas naturale in Azerbaijan, Uzbekistan,
Turkmenistan and Kazakhstan pari a più di
236 bilioni di piedi cubici (un piede cubico corrisponde a circa 28 litri). Le
riserve di petrolio della regione possono raggiungere più di 60 miliardi di
barili (un barile corrisponde a circa 164 litri) sufficienti alle necessità di
petrolio per l'Europa per 11 anni. Alcuni stimano che queste riserve superino i
200 miliardi di barili."
Inoltre, guarda un po’!, il petrolio è un
prodotto sul quale Bush e il suo Vice Presidente Dick Cheney hanno profondi
interessi personali.
Ora George W. ha indicato i vecchi dipendenti
di suo papà in Afghanistan come i
colpevoli dell'attacco dell'11 settembre. E il Pentagono ha preteso il diritto
di occupare le repubbliche dell'ex Unione Sovietica nominate in precedenza, in
più la Kyrgizia.
In altre parole, proprio dove si trova il
petrolio.
Secondo il New York Times del 25 settembre,
il regime di Putin a Mosca sta offrendo un largo appoggio agli Stati
Uniti in questa manovra.
Le riserve di petrolio sotto o attorno il Mar
Caspio corrispondono al 10 per cento del fabbisogno valutato mondialmente. E
questo corrisponde a circa 5 bilioni di dollari$, ai prezzi attuali.
Maresca ha affermato che, poiché "la
regione Asia/Pacifico ha una richiesta di petrolio in vertiginoso aumento,"
sarebbe utile avere un oleodotto dalla regione del Caspio fino all'Oceano
Indiano-- e questo avviene attraverso l'Afghanistan.
Inoltre egli ha scritto che un governo
Talebano, non riconosciuto, risulta un ostacolo a tutto questo.
Nel maggio 1998, Time Magazine riportava che
la CIA aveva "predisposto una task force segreta per mettere sotto
osservazione i politici della regione e valutare le loro ricchezze. Ingegneri
petroliferi ben preparati, agenti segreti della CIA, hanno viaggiato attraverso
il sud della Russia e la regione del Caspio per fiutare potenziali riserve di
petrolio.
Quando i responsabili della politica hanno
preso visione del rapporto dell'Agenzia, il Segretario di Stato Madeline
Albright ha concluso che "lavorare per ridisegnare il futuro dell'area era
uno dei più eccitanti compiti che noi possiamo darci".
Questo è proprio quello che Washington e
Wall Street hanno deciso di darsi.
Il Pentagono ha lavorato per attirare i
governi della regione in un'alleanza militare, vincolata
all'…"Associazione per la Pace" della NATO.
Le Compagnie petrolifere hanno assunto
collaboratori interni a Washington, come Zbigniew Brzezinski, Lloyd Bentsen,
John Sununu e un certo Dick Cheney, per lavorare a favorire i loro interessi
nella regione. Alla fine del Ventesimo Secolo, è sembrato che i loro sforzi
venissero coronati da successo. Il bombardamento USA sulla Yugoslavia è apparso
bloccare la possibilità di far pervenire il petrolio e il gas del Caspio
all'Europa Occidentale attraverso gli oleodotti e gasdotti
controllati dalla Russia.
Nel frattempo il bombardamento del 1998 del
Presidente Bill Clinton sull'Iraq ha indotto un aumento dei prezzi del grezzo
tanto in alto da considerare possibile una costruzione di un oleodotto a
controllo Statunitense.
"Gli USA sono vincenti nel Grande Gioco
in Asia Centrale" così cantava vittoria nel titolo il Time Magazine.
Allora Boris Yeltsin aveva dato le
dimissioni, e Vladimir Putin si era insediato al Cremlino. L'amministrazione
Putin aveva offerto a banche della Germania di impegnare capitali in Lukoil e in
Gazprom, le principali Compagnie energetiche della Russia.
La Russia aveva cominciato a riaffermare
attivamente la propria influenza ad est del Caspio e i governi dell'Asia
Centrale avevano iniziato ad eludere o a disdire i loro accordi con le Compagnie
petrolifere USA.
L'ex Direttore del FBI Louis Freeh e il
Direttore della CIA George Tenet hanno compiuto viaggi urgenti nella regione.
La potenziale alleanza del Capitale Tedesco
con quello Russo, per il controllo delle fonti di energia del Caucaso e
dell'Asia Centrale, ha fatto sorgere la prospettiva che l'Europa Occidentale non
dovesse più a lungo acquistare petrolio e gas naturale dalle Compagnie USA.
A complicare i problemi delle Compagnie con
riferimento USA, la Cina aveva iniziato trattative per costruire oleodotti e
gasdotti dal Kazakhstan e il Turkmenistan.
E la Russia stava concordando con l'Iran la
divisione in sfere di influenza del Mar Caspio, escludendo la partecipazione
degli USA.
Le riviste dell'industria del petrolio
accusavano l'amministrazione Clinton di "pacificazione con la Russia"
e si lamentavano di aver perso l'Asia Centrale.
Caucasuswatch.com si proponeva esso stesso
come servizio di intelligence per l'industria petrolifera. In gennaio scriveva:
" Con la costituzione del patto Russo-Cinese di mutua assistenza e del
consenso Iraniano al progetto Russo di spartizione sul Mar Caspio, ogni
possibilità da parte degli Usa di veder cementate le alleanze nella regione
sembra del tutto svanita. La prossima amministrazione Americana, soprattutto per
quel che concerne il petrolio e gli interessi relativi, dovrà sicuramente
cercare di ribaltare questa tendenza. Rimane aperto l'interrogativo di quanto
questo potrà avvenire."
Una dichiarazione più recente sul sito Web
paragonava le prospettive USA sulla Grande Questione del Petrolio nella regione
come "un successo del contraccolpo nell'Asia Centrale." Questo
articolo veniva pubblicato il 24 aprile di questo anno.
E poi è arrivato l'11 settembre 2001!
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