Ciao a tutti, quelli che seguono sono due comunicati, il primo della Uilm
Omnitel e il secondo, a cui il primo si riferisce, fatto da alcuni delegati
Fiom di Omnitel, tra cui io. Il comunicato non è "pesante", ma calibrato per
essere minimanente "digerito" dai lavoratori a-politicizzati e
a-sindacalizzati della realtà in cui lavoro.
Su iniziativa di noi delegati Fiom, abbiamo creato una "bacheca aperta" al
contributo, le riflessioni di tutti i lavoratori sui fatti degli USA, visto
che non abbiamo fatto lo sciopero (perchè non eravamo daccordo) e per creare
un pò di dibattito, non limitando la risposta dei lavoratori ai tre minuti
di silenzio "imposti" anche, nel ns caso, dall'azienda. Il tutto per
"prepararci" alla guerra imminente, seminando qualche dubbio tra i
lavoratori altrimenti preda solo dei clichè di regime.
Ebbene, la Uilm, che in Omnitel si caratterizza particolarmente per essere
la più filo-padronale di tutti, ci risponde dandoci dei terroristi.
Vi mando questo materiale perchè credo che campagne di diffamazione come
queste ce ne saranno a iosa (già c'erano, ma aumenteranno), e magari perchè
potranno essere utili ad altri lavoratori che si trovano nelle stesse
condizioni. Noi non ci facciamo spaventare, e la nostra iniziativa
continuerà.

ciao Angela
rsu fiom omnitel
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Comunicato sindacale UILM

A proposito del comunicato di alcuni delegati Fiom Omnitel
(Dalla parte delle vittime...)

FARNETICANTE
DELIRANTE,
SURRETTIZIO,
VILMENTE FAZIOSO,
IPOCRITA VERSO I FAMILIARI DELLE VITTIME (TRA CUI ANCHE NOSTRI
CONNAZIONALI),
CONFUSO MANIFESTO DI UNA IGNORANZA DELLA STORIA DEGLI UOMINI E DELLA
POLITICA DELLE NAZIONI,
APOLOGETA DELLA VIOLENZA TERRORISTICA PIU' BIECA,
ESALTANTE PRINCIPI DI DISTRUZIONE ED INVOLUZIONE DELLE SOCIETA' CIVILI.

DISSOCIARSI DAL COMUNICATO DEI DELEGATI FIOM OMNITEL E' ATTO INSUFFICIENTE,
NON BASTA;
CONDANNARLO ED ESECRARLO CON FORZA E' UNA RISPOSTA ADEGUATA;

SPERARE CHE LA MAGGIORANZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DI OMNITEL NON
ABBIA NULLA DA CONDIVIDERE CON LE INCREDIBILI POSIZIONI ESPRESSE DAI
SOTTOSCRITTORI DEL VOLANTINO E' FONDATO E RASSICURANTE PER TUTTE LE PERSONE
PER BENE PRESENTI DENTRO L'AZIENDA E AL DI FUORI DI ESSA.

Milano 19/09/01 RSU UILM OMNITEL MILANO

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Dalla parte delle vittime, contro la logica della guerra e dell'ingiustizia


I fatti di New York e Washington ci impongono di discutere e riflettere,
senza lasciarsi andare all'emotività, ma cercando di capire cosa è successo,
per essere pronti a capire quello che accadrà.
La guerra è entrata in casa nostra, ha fatto migliaia di vittime in un paese
che fa parte di quell'Occidente che, dalla fine della seconda guerra
mondiale, ha creduto di poter rimanere "al riparo", mentre in ogni parte del
globo si combattevano guerre, si massacravano milioni di civili, si
chiudevano gli occhi di fronte alle ingiustizie, spesso con la complicità
diretta dei paesi occidentali.
Come in un vicino 11 settembre di qualche anno fa, in cui, in Cile, Pinochet
compiva il suo colpo di stato sanguinoso appoggiato, armato e finanziato in
primis dagli USA ( la CIA ha "ammesso" di recente le sue responsabilità in
merito).

Questo atto di guerra che ha fatto migliaia di vittime negli USA riempie di
orrore, non meno e non più dei bombardamenti sul Vietnam, su Baghdad, su
Belgrado, sulla Palestina, o sui milioni di africani malati di AIDS a cui le
multinazionali farmaceutiche occidentali negano le cure.
Non di meno, e non di più.
Noi non ci appiattiamo sulla logica profondamente razzista di chi oggi,
ipocritamente, si scandalizza per i morti americani (bianchi, occidentali) e
non ha mai speso una parola quando a morire sono migliaia di africani,
arabi, latinoamericani, asiatici. Ci uniamo al dolore delle famiglie delle
vittime civili americane, così come ci sentiamo uniti a tutte le vittime, di
ogni latitudine, che pagano per l'esistenza di un mondo profondamente
ingiusto, in cui i paesi cosiddetti "perbene", dell'occidente, hanno l e più
grandi responsabilità, nel mantenere un sistema economico che condanna alla
fame milioni di esseri umani, che provoca lo sfruttamento selvaggio dell'
Uomo e dell'ambiente, e che per tutelare i suoi interessi economici ha
lasciato marcire nell'ingiustizia il Medio Oriente, negando al popolo
palestinese quei diritti sanciti da decine di risoluzioni dell'ONU. Chi
semina vento raccoglie tempesta, e mai proverbio popolare è stato , tanto
tragicamente, confermato.

Questo equivale a giustificare? No. A cercare di capire.
Chi ha organizzato questo attacco deve disporre di soldi, mezzi,
organizzazione e di una buona dose di fanatismo. Tutte doti che non mancano
ad ogni macchina di guerra che si rispetti.
E' possibile che si tratti di una macchina statuale, ed è probabile che gli
Usa si attaccheranno a questa ipotesi per dare risposte distruttive allo
"stato-canaglia" di turno (l'espressione è di Bush). E' l'ipotesi più
facile, è la scelta più comoda. Quale città colpiranno per prima? Su quale
parte del Sud del mondo si avventeranno i bombardieri?
Quante altre famiglie civili piangeranno morti innocenti?

L'attacco agli Usa non è un attacco a "noi", nel senso diffuso in queste ore
a piene mani dai mass-media, di attacco al "mondo libero" (?!), perbene
(?!), alla democrazia etc. Non c'è nulla in comune fra "noi" e gli strateghi
del Pentagono, tra noi e gli "Otto grandi" che si arrogano il diritto di
dettare legge in tutto il mondo.
E' un attacco a noi in ben altro senso: c'è molto in comune fra "noi" e i
civili che fuggivano disperati fra nuvole di polvere sul suolo insanguinato.
Il loro terrore era lo stesso dei vietnamiti, degli jugoslavi, degli
irakeni, dei palestinesi, dei nostri nonni 50 anni fa sotto le bombe
nazi-fasciste.
E' un attacco a noi anche perchè si cercherà di schiacciarci nella logica
della guerra. Con gli Usa, o contro la civiltà. E macchine repressive ancora
più militarizzate schiacceranno chi dissente, individui, collettivi o
popoli.
In ogni arabo si vedrà un potenziale terrorista, così come in ogni capellone
nel passato si vedeva un sovversivo, in ogni immigrato un delinquente ecc.
Non facciamoci imbrigliare da questa logica di odio, che è il terreno da cui
nascono violenze e guerre! Noi lavoratori, che nel nostro piccolo subiamo
parte delle ingiustizie su cui si regge questo mondo, dobbiamo essere in
prima fila nell'opporci a qualunque ingiustizia, a qualunque logica di
oppressione, alla guerra che crea solo altre guerre!
Lo sgomento che viviamo non è diverso da quello vissuto dieci anni fa,
davanti allo spettacolo dei traccianti sui cieli di Baghdad. E' lo sgomento
dell'impotenza, dell'espropriazione, di fronte alla morte che viene
dall'alto.
Siamo per un altro mondo, in cui nessuno possa decidere della vita o della
morte altrui schiacciando un pulsante, che si tratti del telecomando di una
bomba o del comando di lancio di un jet. In cui nessuno debba guardare al
cielo con paura, che si tratti del cielo di New York o della Palestina
occupata.
Ma proprio per questo, siamo e restiamo fermamente contro la Nato e il suo
riarmo nucleare, siamo e restiamo contro tutti i signori della guerra, in
divisa e non. Siamo e restiamo contro i gendarmi dello sfruttamento, a
partire dalla macchina militare Usa, e contro un sistema economico che
semina miseria e guerra in tutto il mondo.
Siamo per un altro ordine, che s'imponga dal basso. Eravamo a Genova per
dire questo, saremo ancora in prima fila per rivendicare un mondo migliore,
in cui la Pace si fondi sulla Giustizia per tutti gli esseri umani, e non
sulla Sicurezza armata,che peraltro, come si è visto, non garantisce nulla.
Siamo dalla parte delle vittime. Quelle di oggi, e quelle di ieri. Tutte.

Alcuni delegati RSU: Angela Ferretti, Ruggero Piazzola; Patrizia Manara;
Veronica Casati