ELEZIONI RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO - 19/22 Novembre 2001

VOLTIAMO PAGINA

ELEGGIAMO DELEGATE/I CHE SI BATTANO CONTRO LA CONCERTAZIONE

Eleggiamo ovunque i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

L'esperienza dei primi 3 anni di RSU si è chiusa con un bilancio fortemente critico dell'attività di quello che doveva essere il "nuovo" modello di rappresentanza dei lavoratori. Il ruolo marginale in cui le RSU sono state confinate da Cgil-Cisl-Uil è apparso evidente soprattutto in relazione al mancato coinvolgimento di questo soggetto nella elaborazione, nella consultazione e nelle istanze decisionali conseguenti all'ultima tornata contrattuale.

Un modo esplicito per ricordare ai lavoratori che i contratti si decidono a prescindere dalle loro richieste e dalle loro esigenze, secondo logiche di compatibilità economiche che tutelano sempre meno i salari e sempre più le esigenze di flessibilità delle amministrazioni.

In questo contesto è significativa anche la modalità per l'attribuzione dei permessi sindacali: 2/3 del monte ore dei permessi alle organizzazioni sindacali che hanno firmato i contratti e appena 1/3 alle RSU.

Cosa può giustificare questa discriminazione se non la volontà di chi firma contratti di svendita di relegare i delegati delle RSU ad un ruolo marginale, limitandone l'agibilità e l'autonomia?

La rincorsa scellerata verso la privatizzazione dei beni e dei servizi pagati dalla collettività ha cancellato e polverizzato nel nostro paese uno dopo l'altro il sistema di produzione energetico, delle telecomunicazioni, dei trasporti e ora si avvia a completare il medesimo scempio nella sanità e nella scuola. In queste condizioni le RSU non sono state in grado di opporsi alla devastazione delle strutture della Pubblica Amministrazione, soprattutto per l'isolamento in cui sono state volutamente lasciate dai sindacati che condividevano e continuano a condividere con i governi le politiche di privatizzazione, limitando il loro ruolo a contenere i danni creati da vincoli contrattuali nazionali insormontabili.

Questo ha spesso comportato un forte dispendio di energie per i delegati aziendali impegnati in defatiganti contrattazioni regolarmente soffocate dall'intervento dei burocrati delle segreterie provinciali, protesi unicamente a limitare qualsiasi fuga in avanti dalle logiche contrattuali.

Noi vogliamo mettere fine a questa logica. Non vogliamo più subire contratti di svendita, non vogliamo essere complici di chi cogestisce la svendita e la mercificazione del sapere e della salute, di chi ritiene di poter distruggere uno dopo l'altro tutti i diritti che i lavoratori avevano conquistato con le lotte. Le RSU non devono "amministrare" i danni dei contratti, limitandosi a svolgere davanti ai lavoratori il ruolo notarile di chi continua a definire diritto contrattuale anche una norma iniqua solo perché sottoscritta e accettata dai firmatari nazionali.

Vogliamo portare all'interno delle RSU i contenuti del movimento di lotta contro la globalizzazione a partire dalla battaglia contro la privatizzazione, contro la flessibilizzazione e la precarizzazione dei rapporti di lavor