Nuovo omicidio "bianco" all’Enel.
Il 27/9 nella centrale idroelettrica del Tusciano (Salerno) l’ennesima tragedia di una vita persa sul lavoro ha colpito Agostino Talò di 42 anni, operaio di una ditta di appalto addetto ai lavori di ristrutturazione dell’impianto elettrico della centrale Enel del Tusciano.
L’orribile morte dovuta a fulminazione da scarica elettrica è avvenuta mentre lavorava sotto la linea ad alta tensione.
L’inchiesta della magistratura accerterà le cause, ma colpe e/o negligenze – spesso occultate o messe a tacere dall’Enel – non ci ridaranno la vita di Agostino, la cui morte va ad ingrossare la fila della statistica che vede in Italia 4 morti al giorno sul/da lavoro.
La stessa Direzione locale e quella della Genco Enel più volte investita del decisivo e serissimo problema della sicurezza e dei protocolli da osservare ha dimostrato superficialità, allineati tutti all’indirizzo prevalente voluto dall’Enel sul risparmio e la fatalità.
Quest’omicidio come gli altri, i molteplici ferimenti più o meno gravi che colpiscono i lavoratori Enel e delle ditte di appalto, sono sulla coscienza dell’intero gruppo dirigente dell’Enel a partire da Tatò/Testa per finire all’ultimo quadro di Centrale, di Zona, di Centro, dimentichi del valore della vita umana pur di far carriera.
Alla famiglia di Agostino Talò va la nostra condivisione del dolore e il sostegno per il risarcimento del danno, sempre incomparabile.
I lavoratori del Tusciano e delle ditte di appalto trovino in questa tragedia i motivi di riflessione di fronte alla consapevolezza che la perdita di una vita non vale il rapporto di lavoro.
La convocazione di una Assemblea si impone, così come un’azione di protesta nei confronti dei datori di lavoro e per la tutela della salute e della vita.
Roma, 28/9/01 Cobas Energia
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