L’intera disciplina del lavoro dipendente ed autonomo, unitamente ai profili previdenziali che non ricadono nell’ambito del sistema pubblicistico, in questa ipotesi verrebbe dunque attribuita alle Regioni. Si tratta di un progetto assai innovativo
Non
sembrano del resto esservi dubbi di sorta circa la portata di queste
disposizioni. La potestà legislativa concorrente delle Regioni riguarda
non soltanto il mercato del lavoro, in una logica di ulteriore rafforzamento del
decentramento amministrativo in atto, bensì anche la regolazione dei rapporti
di lavoro, quindi l’ intero ordinamento del lavoro.<?xml:namespace prefix =
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Il riconoscimento della potestà legislativa concorrente alle Regioni in materia di mercato e rapporti di lavoro costituisce un elemento che occorre pienamente valorizzare, respingendo interpretazioni riduttive che la limiterebbero ad una funzione meramente implementativa delle politiche nazionali.
Sarà così possibile realizzare differenziazioni regionali che colgano le diversità dei mercati del lavoro locali, superando una stratificazione dell’ordinamento giuridico inadeguata rispetto ai mutamenti intervenuti nell’organizzazione del lavoro. Un’occasione di modernizzazione che non può essere persa, pure perseguendo, nel contempo, la realizzazione di un più compiuto disegno federalista di carattere generale".