Dire che "questa" Genova ci mostrerà finalmente fino in fondo il luogo dove ognuno di noi sta, è dire vero.

 Non esiste un luogo della ragione oggi e nemmeno un luogo della vittoria. Esiste solamente lo svelarsi delle nostre personali paure e dei nostri nascosti interessi, pusillamini o generosi che siano.

Hanno visto che il popolo di Seattle non è il popolo di Seattle, ma il popolo di tutto il mondo. Un popolo consapevole del disastro e del potere criminale che lo sovrasta eppure ancora confuso, inebetito, falsamente protetto dal cordone sanitario della strategia botanica e cattolica.

A nulla varrà questa protezione contro l'armata offensiva, unica vera organizzazione di accoglienza che aspetta i manifestanti a Genova. Si è visto pian piano da Nizza a Gotemborg. In Italia il passaggio da un governo all'altro ha mostrato il volto vero, non della somiglianza, ma dell'identicità. E Berlusconi ha detto in tv che il G8 si farà, e che il diritto a manifestare ci sarà, e che l'ala sinistra del movimento sarà isolata in modo che non possa nuocere. Quindi nuoceranno. 

Rifondazione tenta la delegittimazione del G8. Ho apprezzato questo tentativo, ma non funziona. Di fronte a questo evento non credo possa esistere un controllo per delega, quello che esiste è quello che ciascuno farà.

Dal mio piccolo punto di vista di donna madre riconosco nel suggerimento dell'invasione invisibile l'unico consiglio possibile. Con un ammonimento che a dispetto di qualsiasi critica mi sento di fare. Alcuni di noi sono navigati e sanno come fare, la moltitudine non lo è e nemmeno è così netta la coscienza del pericolo che si vede ormai nitidamente. Quindi si organizzi anche questa coscienza in modo che sprovveduti timidi o sprovveduti spavaldi non abbiano da che pentirsene.

Mi auguro che istituzioni politiche e sindacali sappiano stare dalla parte "giusta" per impedire un corteo funesto. La parte giusta, in questo caso, è soltanto una.
 
saluti da meri