25-7-01compagnocobas
A Genova ero incazzato. Incazzato contro le cosidette forze
dell'ordine e
pure con le tute nere del Black Block. Ma la mia incazzatura era ed e'
profondamente diversa rispetto agli uni e rispetto gli altri.
Lo stato e suoi rappresentanti hanno certamente l'esclusiva della vera
violenza e tutte le responsabilita' di quello che e' avvenuto a Genova. La
mia incazzatura pił forte e radicale e' contro lo stato responsabile con
tutti i suoi rappresentanti della morte di Carlo e del ferimento di diverse
centinaia di compagni.
Per quanto riguarda il Black Block la mia incazzatura era ed e'
completamente diversa. Ero e sono incazzato perche' se ne sono fregati nel
loro agire del resto del movimento, rischiando di mandare bevuti e/o pestati
altri compagni che si ritrovano in situazioni critiche senza nessun
prevviso. Definirei il loro comportamento tribalista nel senso che si
preoccupano e si sono preoccupati solo di loro stessi. Di tutti gli altri
compagni in piazza non gliene fregava nulla. Sono stati altri i compagni che
hanno cercato di proteggere la massa di contestatori dalle cariche della
polizia mentre loro si davano alla grande o utilizzavano la stessa massa
come scudo per loro stessi. Detto questo, sottolineo comunque che
considero
il Black Block certamente anticapitalista e parte di questo movimento
antiglobalizzazione anche se non mi piacciono i suoi comportamenti. Nessuno
si puo' arrogare il diritto di dire chi e' parte o non e' parte di questo
movimento e se lo fa si prende la responsabilitą dell'attivitą delativa e
criminalizzatrice conseguente. Lo stato ha semplicente approfittato
del
Black per giustificare la repressione violenta - che aveva gią deciso e
pianificato - di tutto il resto del movimento e il Black, con i suo
comportamento, gli ha dato una facile sponda. I responsabili degli apparati
repressivi sapevano benissimo che anche il Black Block ci sarebbe stato e ne
hanno approfittato. Hanno preparato una campagna stampa ad hoc e hanno
provveduto a preparare gli infiltrati - come sempre hanno fatto - da
inserire come provocatori nei cortei vestiti di nero (e si sono visti ed e'
documentato). Gli apparati repressivi sono stati agevolati in questo anche
dal modo di operare ed agire delle tute nere del Black Block che hanno
rifiutato sempre qualsiasi confronto con il resto del movimento arrivando ad
usare - almeno in un'occasione rispetto ad un compagno dei Cobas - la
spranga nei confronti di compagni. Un confronto che avrebbe potuto
permettere a tutte le componenti di agire secondo il proprio modo di essere
senza prevaricare nessuno contro il vero avversario e sopratutto isolare i
provocatori veri dello stato. Sono incazzato con loro per questo e non
perche' spaccavano le vetrine delle banche o assaltavano caserme e carceri.
Ma non accetto che questa pratica sia fatta sulla pelle di altri compagni
che stanno in piazza e che volevano agire in modo diverso (violento o non
violento che fosse) ma certamente non meno radicale ed antagonista.
Comunque mi fa incazzare anche chi (tipo Agnoletto) va dicendo che il GSF
sono i buoni e i cattivi provocatori sono quelli del Black Block. Costoro
avallano la strategia dello stato sulla divisioni fra buoni e cattivi.
Saluti comunisti libertari incazzati
Carlo