La situazione dell’Alfa Romeo di Arese sta precipitando 

La Fiat ha messo in CIG 1.200 lavoratori ( 700 per 6 settimane e 500 per 3 settimane al mese) con gravi perdite salariali per i lavoratori coinvolti e con prospettive di lavoro sempre più incerte.

Nonostante i copiosi finanziamenti avuti sia per il consorzio CRAA, sia per lo sviluppo e la produzione di auto a basso impatto ambientale, la Fiat non ha voluto ne consolidare ne sviluppare l’Alfa Romeo di Arese.

Non solo, ma con la vendita di tutte le aree dello stabilimento alla Estate Sei di Brescia, la Fiat tende ora al definitivo smantellamento dell’Alfa Romeo.

A questa situazione si aggiunge il fatto che il fallimento del consorzio CRAA ha portato al licenziamento di 52 lavoratori della Rotamfer da oltre 4 mesi senza stipendio.

In più la Fiat sta procedendo alla chiusura di aziende terziarizzate: è il caso della Satiz che ha licenziato 9 lavoratori di cui 4 disabili. 

L’Alfa Romeo di Arese deve vivere

L’Alfa Romeo di Arese ha una grande e significativa storia alle spalle, è parte fondamentale del tessuto produttivo e culturale della Lombardia, deve perciò vivere e avere una prospettiva legata al marchio Alfa e allo sviluppo delle vetture a basso impatto ambientale.

 Il progetto del suo smantellamento rientrava già nei piani Fiat quando se l’era fatta regalare dall’allora Governo Prodi.

I lavoratori rimasti stanno lottando per impedire che questo disegno arrivi a termine.

 Chiediamo a tutti coloro, singoli o organizzazioni, che si sono resi conto della manovra Fiat e condividono la nostra lotta, di trovare le strade per esprimerci la loro solidarietà politica e per aiutarci nella lotta contro la Fiat, affinché sia salvaguardato un patrimonio storico quale è l’Alfa Romeo di Arese.

                                          I lavoratori dell’Alfa di Arese.

Pariani Carlo - FLM Uniti- CUB  - tel. 02-93929731(ufficio) - email :   carlo.pariani@inwind.it

Canavesi Renzo - SLAI-COBAS -   tel. 02-93928529(CdiF)   - email  :   renzoemi@tin.it

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