Il vicesindaco di Genova Bruno Antonio oggi 20/10/2001 riporta su una lista (cerchio)
dal lavoro repubblica 20.10.01
Il padre di Carlo Giuliani, insieme agli amici del figlio ucciso tre mesi
fa durante gli scontri dei G8, sarą questo pomeriggio, alle quattro, nella
sede della Legambiente in via Caffa 3: «Un incontro tra amici per ricordare
Carlo e raccontare pezzi della sua vita». Cosģ vuole la famiglia che alle
cinque e 27, l'ora della morte di Carlo, deporrą un fiore in piazza
Alimonda dove il ragazzo, il 20 luglio scorso, cadde a terra ucciso da due
colpi esplosi dalla pistola di un coetaneo che indossava la divisa da
carabiniere. Ieri, il padre di Carlo era al congresso della Sinistra
giovanile, a Chiusi; il suo intervento č stato salutato da un lunghissimo
applauso. «Carlo stava da una parte politica precisa e non aveva una grande
simpatia per l'Ulivo e per i suoi leader. Ma il 13 maggio ha votato Ulivo
per non portare il paese all'esperienza dura, lacerante e buia che sta
vivendo ora». Il padre di Carlo si č soffermato anche sui temi della guerra
e della pace: «Noi abbiamo ereditato dai nostri padri la pace e l'abbiamo
consegnata a voi giovani dicendovi: Che altro volete? Ma il fatto č - ha
concluso Giuliano Giuliani - che non abbiamo forse saputo riempire questa
pace di contenuti».

padre di Carlo, sopra il rosso sangue di tuo figlio questi sono i fiori che ho deposto con qualche altro quel tremendo pomeriggio. era appena partita l'ambulanza col corpo di tuo figlio, partito l'ultimo quadrato nero di carabinieri che fino all'ultimo hanno tirato bordate e bordate di lacrimogeni contro di noi pochi che gli gridavamo assassini. Io che sono padre capisco cosa vuol dire il dolore di un padre nel vedere il sangue del figlio lą sul nero asfalto. Ma tu sollevati, tuo figlio č morto da uomo coraggioso e assennato in un impeto di generositą che si inserisce e resterą nella storia del movimento operaio e di resistenza per la liberazione da un sistema criminale che sta conducendo i popoli alla guerra e alla distruzione. Tanti di quelli che oggi parlano di Carlo non c'erano lą quel giorno. Tanti lo hanno denigrato, tanti lo hanno abbandonato. Vai a rivederti padre quel che hanno detto quella sera del venti. Le incredibili menzogne sparse, si trattava di un mendicante che viveva coi cani, di un drogato, un reietto, uno straniero, un black un nero maledetto violento, parte di fantomatici provocatori, infiltrati... Noi subito lo abbiamo difeso, noi abbiamo posato i fiori rossi della resistenza e della lotta, noi abbiamo subito chiesto che si manifestasse e subito, noi ci inchiniamo di fronte al suo sacrificio e come subito in quel momento diciamo non ti dimenticheremo, come non dimenticheremo i ragazzi palestinesi caduti e che cadono, come non dimenticheremo i nostri padri e nonni partigiani e tutti gli altri caduti per un mondo senza sfruttamento.
Se tu vuoi andare nei congressi ds ricorda a quelli che hanno capovolto e vilipeso la tradizione del movimento operaio l'atto coraggioso di tuo figlio, sublime di fronte al loro vile opportunismo, alla loro arrendevolezza ai voleri del banchiere e dei militari. Dove credono di andare? E a quale pace ci conducono? Alla catastrofe e alla guerra, alla catastrofe e alla disgregazione sui posti di lavoro e alla guerra e ai rischi di distruzione per l'umanitą intera. Contro ciņ si erge il sacrificio, l'esempio, la lotta di tuo figlio. Non ci saranno strumentalizzazioni che tengano. L'atto di tuo figlio farą giustizia di esse e farą giustizia di quelli che lo hanno rinnegato in quella sera tragica. Non D'Alema o Burlando saranno i nomi che noi ricorderemo o che la storia ricorderą, ma quello di Carlo Giuliani. Sii orgoglioso di tuo figlio, sarai costretto ad esserlo, a difenderne non solo genericamente la memoria ma gli atti e sopratutto l'atto enorme del suo sacrificio la giustezza della sua ribellione. Quell'atto tragico si erge potente sopra di te, vedrai che sarai costretto ad assumerlo e a difenderlo e allora anche tu ti solleverai e lotterai al suo posto. Un caro saluto
fausto di soccorsopopolare-pd